LO SPETTRO DEL RINVIO DEL RIENTRO A SCUOLA

Lo spettro del rinvio dell’inizio dell’attività scolastica si fa sempre più pressante. Tra segnalazione di carenze di banchi, mancanza di docenti e riscontri di studenti o insegnanti positivi al tampone si stanno moltiplicando dal nord al sud le segnalazioni al Ministero dell’istruzione con la richiesta di posticipare l’avvio delle lezioni. Ed ora a farsi portavoce di quella che viene definita una questione incandescente è l’associazione dei presidi del Lazio.

Per il presidente Mario Rusconi non ci sono dubbi: «la richiesta si sta allargando a macchia di leopardo, mi arrivano messaggi da tutta Italia – ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (9 settembre 2020) – Perché mancano i banchi, mancano i docenti, soprattutto di sostegno, non sono stati finiti i lavori di adeguamento». Secondo i dati forniti dall’associazione dei presidi il 25 per cento degli istituti della regione avrà seri problemi a garantire il tempo prolungato ma stando all’accavallarsi delle segnalazioni la situazione è più o meno la stessa nell’intero paese e le notizie riportate anche nelle cronache locali disegnano quello che sembra un bollettino di guerra. E a rendere il clima ancora più caldo sono le prese di posizione sempre più dure dei sindacati. La Cgil scuola in un comunicato diffuso nelle ultime ore punta il dito sulla carenza di insegnanti: «Siamo davanti innanzitutto all’enorme problema dei posti vuoti, – si legge testualmente – effetto anche dell’impuntatura del Ministro Azzolina, che ha allontanato la possibilità di avere 32.000 posti docenti in più coperti a settembre». Per il sindacato sono indispensabili provvedimenti straordinari sugli organici, anche per il personale ATA, per il quale, per garantire l’esigenza di costante igienizzazione richiesta dalla pandemia, si tratta di assicurare almeno un collaboratore in più in ognuno dei 42.000 plessi scolastici italiani.

Mancherebbero inoltre ben duemila direttori dei servizi, quindi particolare preoccupazione viene espressa per gli errori registrati nelle graduatorie per le supplenze, che non mancheranno di avere gravi conseguenze. «Occorrono misure rapide ed efficaci e relazioni sindacali costanti e corrette. Se è vero che la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza è la priorità delle priorità per il Paese, serve un’assunzione di responsabilità da parte del governo nel suo complesso per affrontare e risolvere questi problemi aperti».

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