Se scioperano i genitori

Scioperare, si sa, in Italia è uno degli sport nazionali ma le cose nel mondo della scuola non devono andare proprio benino se a incrociare le braccia sono… i genitori. Eppure, succede anche questo nella scuola ai tempi dell’emergenza Coronavirus. A scioperare sono padri e madri degli studenti di Firenze, che hanno deciso di sospendere quella che è la nuova attività alla quale, in tutto il paese, devono sottoporsi in migliaia: accompagnare i figli a scuola. Perché fare la faticaccia di accompagnare i figli a lezione, se ne viene tenuta una su dieci? Se lo sono chiesto i genitori degli studenti di una sezione dell’istituto comprensivo “Compagni Carducci”, dove, a causa della mancanza di insegnanti, le lezioni si tengono solo per tre ore al giorno. Per la cronaca, tale situazione riguarderebbe soltanto la classe in questione, mentre, come ha sottolineato la dirigente dell’istituto, tutte le altre non avrebbero problemi. Ma andatelo a dire ai genitori dei ragazzi interessati dalla situazione di disagio che, dopo aver pazientato per giorni e giorni, hanno deciso per la forma di protesta estrema, che sta regalando loro una certa notorietà. Lo sciopero dei genitori di Firenze ha infatti conquistato l’attenzione dei mass media e noi vogliamo considerarlo come un segno dei tempi. La loro è destinata a non restare una protesta isolata. L’altro fronte caldo resta legato al trasporto a scuola ed è quello del servizio pubblico. “Io non salgo” è il nome del comitato di cittadini di Torino da anni impegnato nella denuncia per i disservizi del trasporto pubblico, oggi ritenuti ancora più gravi per il rischio di contagio. Il sovraffollamento degli studenti sugli autobus è uno dei nodi che stà creando ulteriore preoccupazione e malumori anche tra i genitori. Chissà che questo non diventi il nuovo capitolo di un altro clamoroso sciopero delle mamme e dei papà.

Alberto Barelli

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