Tamponi agli alunni e i prof in isolamento I nodi della scuola. Contagi in crescita ma senza picchi

Fonte: Corriere della sera – 9 settembre 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina continua ad escludere l’ipotesi di chiusura delle scuole. In caso di aumento dei contagi secondo il trend attuale si tratterà semmai di introdurre limitazioni agli incontri pomeridiani o al trasporto. Questa è la risposta che viene ribadita anche su Facebook a parlamentari e dirigenti scolastici. La posizione di Azzolina si basa sul risultato del monitoraggio, secondo il quale il dato dei contagi è dello 0,02 per cento. Anche il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha confermato che il numero dei contagi è molto limitato. Il problema è che i numeri risalgono al rilevamento effettuato fino al 26 settembre, data in cui ancora in molte regioni le scuole erano appena iniziate.

In ogni caso anche il rilevamento della settimana successiva ha evidenziato una crescita senza particolari picchi. Si tratta ora di attendere l’esito del rilevamento relativo alla settimana successiva. I dati sono destinati ad arrivare a rilento per l’intero anno e, come noto, si tratta di raccogliere le informazioni registrate dai presidi delle scuole e non dalle Asl. Le cronache ci parlano intanto dei primi focolai: una decina di positivi in una scuola di Ferrara, una trentina a Roma, mentre una scuola è stata chiusa a Molfetta.

È il numero crescente di classi in quarantena a destare preoccupazione, anche per il caos relativo alle regole da seguire, in primo luogo sull’uso delle mascherine.

La chiusura di una scuola a Fiano Romano ha portato i genitori a rivolgersi ai carabinieri.

All’istituto scientifico Vallisneri di Lucca ai primi casi i dirigenti scolastici hanno reagito imponendo la quarantena.

Secondo Mario Rusconi, capo dell’Associazione presidi del Lazio, la legge prevede che i docenti in isolamento siano da considerarsi in malattia e farli lavorare significherebbe violare tale disposizione. A Tor Bella Monaca un preside è stato costretto a sospendere le lezioni di otto classi.

Covid a parte l’emergenza è rappresentata dalla carenza di supplenti. Per esempio, a Milano sono stati reperiti 6.500 supplenti a fronte di 10 mila cattedre scoperte. Grande preoccupazione continua a riservare il corso straordinario per i precari (64 mila candidati per 32 mila posti). La prova prenderà il via il 22 ottobre, prevedendo la suddivisione dei candidati in gruppi contenuti. Sulla prova già incombe la minaccia dei risorsi per i candidati esclusi dalle prove per sintomi influenzali.

Gianna Fregonara

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