COLLABORATORE SCOLASTICO: UNA FIGURA ATA IN CERCA D’AUTORE

Pur essendo molto amata dalla letteratura e dagli studenti, tra le varie figure ATA, il collaboratore scolastico è quella più in crisi di identità. In vista del rinnovo delle graduatorie, proviamo a spiegare perché sta vivendo un deficit di ruolo e in che direzione potrebbe recuperare lo spazio perduto tra gli amministrativi delle scuola.

Un certo stigma sul collaboratore scolastico in realtà ha sempre pesato, essendo dal punto di vista formativo l’anello debole di un contesto in cui si muovevano laureati, diplomati e studenti, spesso con un titolo superiore a quello del bidello, che, anche cambiando nome, ha cominciato a cambiare attraverso un percorso di qualificazione che tuttavia sembra di nuovo giunto ad un punto morto. Dalla licenza di terza media si è passati al diploma superiore e la gestione degli alunni disabili si è aggiunta come competenza alle sue mansioni.

Tuttavia pulizia e vigilanza sono rimasti il cor business di questa professione. Attualmente è in discussione all’Aran il rinnovo del loro contratto, scaduto proprio quest’anno, nel quale i sindacati stanno cercando di inserire elementi che specializzino questo profilo per evitare che il servizio con il tempo sia esternalizzato con comprensibili risparmi di costi e di adempimenti per le scuole  – dichiarano fonti sindacali vicine alle CGIL. In quale direzione andare più complicato da capire proprio per il ruolo di base di questa figura che ha accompagnato la scuola pubblica fin dai suoi primi passi. In vista delle graduatorie di marzo 2021 non c’è da aspettarsi novità significative se non che ci saranno. E in questo periodo come novità non è da disprezzare. La procedura on line mette questo rinnovo al riparo dal COVID. Tuttavia è altrettanto probabile che la griglia dei punteggi e i titoli con cui aumentarli rimarranno gli stessi del 2017 e per i collaboratori scolastici lo spazio di manovra dunque sarà molto esiguo: 1 punto per qualifica professionale ottenuta con corsi socio-assistenziali e socio sanitari rilasciati dalle regioni, da 0,25 a 0,30 punti per le certificazione informatiche e digitali. Il resto è determinato dal servizio. Ai fini del collaboratore scolastico – rilevano sempre fonti della Camera del Lavoro – non è premiante neanche acquisire un titolo superiore dato che il livello richiesto è la scuola superiore; tuttavia la media nazionale dei collaboratori scolastici è sovraqualificata per la mansione che svolge. Questo surplus di formazione potrebbe essere una delle leve su cui pensare una nuova missione per il collaboratore scolastico, legata alla funzione di front-office e interfaccia dal volto umano che storicamente e informalmente ha svolto.

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