Didattica a distanza per le superiori al via. Sindacati divisi sull’obbligo dei prof di fare lezioni online

Fonte: Corriere della Sera – 28 ottobre 2020

Slitta la firma del contratto che consente le lezioni da casa. Proteste degli studenti a Bologna e Milano: così non è scuola. Oggi incontro ministro sindacati

Entra in vigore oggi l’obbligo di svolgere «almeno» il 75 per cento di lezioni da casa ma tanti istituti faranno interamente le lezioni online. E gli studenti scendono in campo sotto lo slogan «il 25 per cento di scuola in presenza non è scuola». Solo nel capoluogo emiliano hanno raccolto quasi mille firme un giorno. Domani si terrà una manifestazione degli studenti del liceo Volta davanti alla Regione Lombardia per contestare il 100 per cento di lezioni da casa previsto stabilito dal governatore Attilio Fontana. La ministra Azzolina ha garantito di ridurre la quota di «almeno 75 per cento», ma più di tanto non si potrà fare dato che già un terzo delle lezioni erano già a distanza.

Il ministero dell’Istruzione ha presentato la bozza di integrazione del contratto degli insegnanti che obbliga a tenere lezioni da casa. A oggi però lo hanno sottoscritto solo Cisl e Anief e dunque non è in vigore. Si sono schierate contro Gilda e Uil. Cgil e Snals hanno chiesto di incontrare il ministro per approfondimenti. «Le nuove norme ce le chiedono anche gli insegnanti perché sono a tutela di tutti – afferma Maddalena Gissi della Cisl – abbiamo lavorato per regole condivise».

Il nuovo contratto dovrà risolvere la questione degli insegnanti in quarantena: fino a questo momento non potevano insegnare, perché per legge erano considerati in malattia. La nuova norma invece recita: «sarà svolta anche dal docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria». Più complesso il caso in cui il docente sia a casa e le classi a scuola. La soluzione è un po’ macchinosa e di difficile applicazione: il professore a casa infatti «svolgerà la didattica a distanza laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti» per sorvegliare gli studenti.

Abstract di Gianna Fregonara

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