La Didattica a Distanza, un alleato prezioso della scuola

“La didattica on-line non è il nemico da sconfiggere (il nemico da sconfiggere è il virus) ma uno dei migliori alleati della scuola al tempo della pandemia”. Finalmente parole sagge sulla didattica a distanza, quale soluzione per fare fronte alla crisi sanitaria. A scriverle nero su bianco è Gino Roncaglia, docente universitario e autore di un volume sulla scuola digitale, che è sceso in campo con un intervento ospitato ieri sul Corriere della Sera. Nel momento in cui la seconda ondata di contagi sta mettendo a dura prova la tenuta del paese, la didattica continua di fatto a essere garantita grazie alle lezioni a distanza, eppure, mentre se ne fa ricorso a man bassa, si continua a gridare allo scandalo. Intendiamoci, sono comprensibili le preoccupazioni di genitori e insegnanti per il protrarsi della sospensione delle lezioni in presenza. Altrettanto legittime sono le proteste degli studenti, che stanno pagando il prezzo di troppi problemi e disagi e che rivendicano il diritto a stare insieme e condividere nel significato più profondo la scuola. Ma, al di là della valutazione che si può avere della didattica a distanza, riflettere su una domandina aiuterebbe ad affrontare la questione con più tranquillità: cosa sarebbe avvenuto se la pandemia avesse fatto la sua comparsa qualche lustro fa, cioè prima dell’avvento di internet? Durante il lockdown la formazione si sarebbe interrotta completamente, mentre, in una situazione simile a quella che stiamo vivendo ora, si sarebbe ridotta di un decimo e si sarebbe azzerata per le classi in quarantena. Insomma, la didattica a distanza, contro la quale ancora si avanzano critiche e dubbi, è la risorsa che sta permettendo di garantire la continuità formativa e lo strumento per evitare a milioni di ragazzi di incorrere nel contagio. Roncaglia vede ancora più lontano, considerando la didattica a distanza “uno strumento che servirà anche una volta superata la crisi attuale: non più in forma emergenziale e sostitutiva della presenza, ma in forma integrativa e metodologicamente consapevole”. La dicotomia didattica in presenza e a distanza come due mondi tra loro in antitesi avrebbe dovuto già rappresentare una visione vecchia, legata al passato. Non ragionare attorno alle potenzialità offerte dalla didattica integrata, significa pagare un prezzo che la scuola italiana non si può permettere. L’augurio è che questa emergenza ci offra la possibilità di fare tesoro della rivoluzione che, volenti o nolenti, si è imposta al mondo della scuola, cogliendo tutto il potenziale dei nuovi strumenti digitali. L’alternativa è che tutto torni come prima ma, dopo una rivoluzione del genere, significherebbe restare indietro un gran bel po’.

Alberto Barelli

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