DOSSIER DENUNCIA SUGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO

4000 POSTI IN ATTESA DI ESSERE ASSEGNATI
CHE FARE IN ATTESA DEL PROSSIMO TFA
(O se il TFA non fa per te)

Un dossier di prossima pubblicazione di cui Antonio Stella sul Corriere della Sera di oggi anticipa ampli stralci torna a porre la questione degli insegnanti di sostegno. Mancano e mancheranno anche se tutti i posti del concorso straordinario verranno coperti, anche se tutti i docenti in graduatoria verranno chiamati. Il servizio del sostegno per alunni a cui si applica la Pedagogia speciale è diventato un pilastro del diritto all’istruzione. I posti disponibili negli organici italiani sono nell’anno scolastico in corso oltre 4000 e tuttavia risultano i più difficili da coprire con le supplenza. La legge del mercato direbbe che la domanda è maggiore dell’offerta e che questo profilo professionale ha dunque maggiori possibilità di altri di tradursi in una concreta opportunità di lavoro. Tuttavia: il sostegno, in un ambito in cui la motivazione nella scelta fa spesso la differenza tra un’insegnante ed un buon insegnante, non può considerarsi solo questo: uno stipendio a fine mese.

E’, più di quanto non lo sia per la natura, il ruolo che svolge nella crescita complessiva del capitale sociale, e fuor di retorica, una missione. Non si diventa insegnanti di sostegno solo con le competenze, pur essendone necessarie di specifiche. La specialità della Pedagogia richiede una attitudine, una sensibilità di fondo che lo studio lima, esalta ma non genera. Lavorare con BES, DSA, con studenti e bambini che sono dentro lo spettro dell’autismo è dunque una sfida che va affrontata con una cassetta degli arnesi ben fornita.

Se appartenete a questa categoria e il sostegno è nelle vostre corde per predisposizione o esperienze di vita, le strade che si aprono davanti a voi sono due.

Aspettare l’apertura di nuovi bandi TFA, che vi specializzeranno dopo nove mesi di impegno e un costo di accesso piuttosto elevato;

Iniziare a formarsi, acquisendo titoli che possono essere spesi in tempi relativamente brevi e che permettono di cominciare a costruire un curriculum di tutto rispetto nella Pedagogia speciale.

Noidellascuola su questo settore ha sviluppato percorsi differenziati in master e corsi di perfezionamento. In particolare tra i master una formazione specifica riguarda le Metodologie didattiche per BES, una per l’integrazione degli alunni con DSA, dalla diagnosi all’intervento psicoeducativo su soggetti autistici.

Un approccio integrale a compiti, ruolo e profilo dell’insegnante di sostegno è infine il master dedicato a questa figura nella scuola, nel corso del quale si acquisiscono competenza a 360 gradi sulla Pedagogia speciale.

In tutti e quattro i casi si tratta di master di primo livello universitario, che hanno anche una traduzione in punteggio, oltre a valere come titoli specifici per il sostegno. O,5 nelle tabelle ministeriali ultime scorse per il concorso, ed 1 punto per le graduatorie.

Tra i corsi di perfezionamento la gamma di offerta formativa si allarga e si differenzia anche in settori emergenti come il counselling professionale. Tra le possibili opzioni: Didattiche e strumenti innovativi per alunni con bisogni educativi speciali (BES), Psicopedagogia per i disturbi di apprendimento, Gestire i disturbi dell’apprendimento in prospettiva psicopedagogica, Difficoltà dell’Apprendimento in Situazioni di Handicap ed Integrazione Scolastica, e il già citato Counselling professionale da 60 CFU nel quale si approfondirà Psicologia dell’insegnamento, Psicologia generale, Metodologie e tecnica dell’intervento psicologico, Psicologia della comunicazione nei gruppi, Teoria e Tecnica del colloquio psicologico.

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