CONVINCERE I DOCENTI A TENERE LE LEZIONI DA SCUOLA, LA NUOVA MISSIONE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI

Mentre sempre più regioni stanno decidendo per la chiusura totale delle scuole e il ricorso alla didattica a distanza (l’ultima in ordine di tempo a fare questa scelta è la Puglia) è caos assoluto sull’organizzazione delle lezioni a scuola. E a subirne le conseguenze sono ancora una volta i dirigenti scolastici, sui quali ora è piovuta una nuova tegola: convincere i docenti a recarsi a scuola per fare lezione agli studenti a casa. La circolare ministeriale inviata pochi giorni fa stabilisce che le lezioni a distanza debbano essere tenute dai docenti da scuola, scaricando di fatto su di loro la questione dell’organizzazione del personale. «le scuole continuino ad essere aperte e il personale docente e Ata opera in presenza» recita freddamente la circolare, senza però dare disposizioni precise. Il problema è che è più facile a dirsi che a farsi, soprattutto per la mancanza di indicazioni. E così ai dirigenti scolastici l’ingrato compito di convocare i docenti, che non sempre sono entusiasti della cosa. Va ricordato che gli stessi sindacati hanno caldeggiato la possibilità per i docenti di organizzare le lezioni dalla scuola. Questo per poter permettere a chi non è provvisto degli strumenti digitali idonei o di una connessione affidabile di poter affidarsi a mezzi adeguati. Il problema è che in tanti istituti da questo punto di vista le attrezzature lasciano a desiderare e resta comunque difficile fare fronte alle innumerevoli carenze di ogni tipo, realtà che costituisce la normalità per tanti istituti, soprattutto nelle regioni del Meridione. Mentre il governo sta addirittura prospettato la possibilità di decretare la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, sulla didattica a distanza si continua a navigare a vista. Come è successo per gli ingressi scaglionati, misura introdotta senza provvedere a organizzare in tempo un piano di trasporti per dare una risposta alle nuove esigenze, anche con la didattica a distanza il tutto è gestito all’insegna dell’emergenza e dell’improvvisazione. In questo clima si fa più duro il braccio di ferro tra governo e sindacati sul nuovo contratto sulla didattica a distanza, che diverse sigle si rifiutano di sottoscrivere. Il Covid sta determinando quella che per alcuni è la tempesta perfetta. Il problema è che la scuola rischia di incarnarne la rappresentazione, soprattutto per quanto riguarda la mancata programmazione di interventi che, come la didattica a distanza, erano tutto meno che imprevedibili.

Alberto Barelli

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