Tanto tuonò che piovve: sospeso il concorso straordinario

E alla fine, come era prevedibile, è arrivato lo stop al concorso straordinario della scuola. Per la buona pace del ministro dell’istruzione Lucia Azzolina, dal 5 novembre tutte le selezioni sono sospese. La nuova disposizione introdotta con l’ultimo Dpcm entra infatti in vigore in questa data, il che significa, per la gioia dei pochi fortunati, che le prove previste domani si svolgeranno. Per tutti gli altri la doccia fredda è servita, anche se per nessuno si sarà trattato di una sorpresa piovuta a ciel sereno. Gli unici a essere eventualmente rimasti di stucco sono coloro che hanno creduto al verbo di Azzolina, che fino all’ultimo, onore alla coerenza (questo è indiscutibile), ha ripetuto il mantra della scuola in presenza e del proseguimento del concorso. Tutto questo come se il mondo attorno stesse procedendo nel miglior dei modi, senza essere martoriato da pandemia alcuna. Ma così non è, come purtroppo ci stanno ricordando da settimane quotidiani e mass media vari, e l’impennata, prevedibile, anzi, prevedibilissima, dei contagi ha decretato quello che i sindacati chiedevano da sempre: la sospensione delle selezioni. Sospensione momentanea, ma poco cambia per chi si era già organizzato dovendo magari spostarsi per raggiungere una sede di concorso lontano da casa. Per non parlare dell’esercito di esaminatori e personale tecnico mobilitato per organizzare le decine di sedi di prova, moltiplicate e di parecchio rispetto al passato per garantire il distanziamento. Per la cronaca è giusto ricordare che ad oggi si sono svolte il 60% delle prove, alle quali si è presentata una percentuale piuttosto elevata di candidati. In ogni caso a coloro che si vedono sospese le prove si tratta di aggiungere i candidati rimasti vittime dei tanti ostacoli che hanno reso impossibile la partecipazione, positività al covid inclusa. Morale della favola, oltre che con la sospensione il ministero dovrà fare i conti con i centinaia di ricorsi, sui quali si è in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio. Già in sede di esame delle prime pratiche è emerso che l’orientamento potrebbe essere quello dell’accoglimento della richiesta di una prova suppletiva per coloro che per forza maggiore si sono ritrovati nell’impossibilità di poter partecipare alle selezioni. Azzolina non ha mai voluto sentir parlare di prova suppletiva: se tanto mi da tanto si può allora scommettere uno a dieci che si farà.

Alberto Barelli

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