IL TORMENTONE DELLA SETTIMANA: QUANDO SI TORNA A SCUOLA IN PRESENZA?

Scuola il 9 dicembre? Nessuno ci crede ma gli studenti specie nelle gradi città fanno pressione. S”erve prudenza, dobbiamo essere cauti e fare delle scelte. Credo che la scuola sia la priorità del Paese, ne va del vostro futuro”. L’Ansa fa un giro d’orizzonte sulla questione Ritorno a scuola, che si candida a diventare un tormentone fino al prossimo DPCM. L’Agenzia riporta la ministra Lucia Azzolina, attraverso #LaMinistraRisponde, la rubrica pensata dal Ministero dell’Istruzione per dare risposta in modo rapido e diretto ai quesiti di ragazze e ragazzi, personale scolastico, genitori, cittadini che spesso arrivano via social. “Ho tanti sogni, personali e lavorativi, come tutti quanti. Ma per ora quello più grande è sicuramente rivedervi tutti tra i banchi il prima possibile. Perchè è un vostro diritto tornarci e perhè al scuola deve essere la nostra priorità”. “Abbiamo sbagliato con Dad al 100% – Se ha senso aprire le scuole il 9 dicembre? “Continuo a pensare che abbiamo sbagliato a mettere al 100% la Dad nelle superiori, e per questo sto insistendo che il prima possibile si riaprano le scuole, con un piano di riapertura organizzato. Io penso che un giorno guadagnato di didattica in presenza per questa generazione valga tutto il nostro sforzo ed il nostro impegno”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, la ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti. Cons. Stato conferma obbligo mascherine bimbi a scuola – Il Consiglio di Stato ha confermato in via cautelare l’obbligo delle mascherine per i bambini a scuola previsto dai Dpcm del 3 e 17 novembre e chiesto gli atti del Cts su cui si basa questo provvedimento. Con questo decreto monocratico il giudice ha respinto l’istanza dei genitori di alcuni bambini – tra i 6 e gli 11 anni – che chiedevano sospensione dei Dpcm concernenti l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso, per bimbi di età superiore ai sei anni. Flash mob studenti Torino: “Siamo qui per testimoniare davanti alle istituzioni come sia necessario che si rientri in una didattica in presenza – ha spiegato il portavoce degli studenti, Dario Pio Muccilli, 18 anni, che frequenta il liceo ‘Juvarra’ a Venaria. – Non tanto perché siamo contro la Regione o il governo. Noi non siamo contro nessuno, noi siamo per un futuro degli studenti- Per questo vogliamo che ci venga garantita la didattica in presenza, che è una realtà nel resto dell’Europa, perché la didattica a distanza dimostra un’impreparazione da parte dello Stato di garantirci un rientro in sicurezza”. I ragazzi hanno poi organizzato un flash mob: un’insegnante ha fatto l’appello, come avviene ogni mattina via pc, mentre gli studenti giustificavano le loro assenza evidenziando le carenze presenti nella scuola in questo periodo di emergenza Covid, con dei cartelloni.

Redazione

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