VACCINAZIONE E SCUOLA: BISOGNO DI CHIAREZZA

All’indomani dell’ipotesi di vaccinazione obbligatoria anche per gli insegnanti, ci si interroga per capire come sarà accolta la decisione tra i banchi di scuola. Per il momento, a parte le critiche piovute dai vari comitati No Vax, non si registrano prese di posizioni particolari ma va considerato che le scuole chiuse e il periodo natalizio contribuiscono ad allentare il clima. Resta un caso eccezionale, questo è certo, la vicenda che ha portato alla luce una scuola completamente abusiva organizzata a Roma proprio da genitori e insegnanti no vax, che hanno pensato bene di arrivare a questa forma estrema per sottrarsi all’obbligo di vaccinazione. A preoccupare il Governo è il risultato unanime dei vari sondaggi, secondo il quale ben 4 italiani su 10 si dichiarano contrari alla vaccinazione obbligatoria. Non ci sono dati specifici relativi al mondo della scuola e ancora più encomiabile risulta allora l’iniziativa promossa da Tecnica della scuola, la piattaforma di informazione digitale, che ha avviato un sondaggio tra studenti e insegnanti proprio sul tema della vaccinazione. Sarà importante capire l’orientamento tra il personale e le stesse famiglie e intanto ci si interroga sulle parole rilasciate lo scorso 2 dicembre in Commissione cultura della Camera dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo, che ha affermato “il personale della scuola è in cima alle priorità dei vaccini e anche gli studenti delle scuole superiori che hanno una grande possibilità di trasmissione del virus”. Di fronte a tali considerazioni, spiega Tecnica della scuola, sorge spontanea la domanda: “se i vaccini rappresentano una priorità per la sicurezza della convivenza a scuola come si concilia ciò con la volontà addirittura di anticipare i tempi da parte della ministra Azzolina (e di Conte? Nonostante le precauzioni della Commissione europea che invece propone prudenza, magari prolungando le vacanze natalizie qualche giorno dopo il 6 gennaio)?” “La scuola è un “luogo sicuro” – si osserva ancora – ma poi i vaccini sono prioritari per docenti e alunni? …Un po’ contraddittorio!” La vera domanda è: “se docenti (e studenti) sono considerati possibili veicoli di contagio a tal punto da rappresentare una priorità nelle vaccinazioni (magari per qualcuno addirittura ancor prima del personale sanitario?), perché il dott. Miozzo e il resto della “bella compagnia” spingono per una scuola in presenza al più presto?”.  “Delle due l’una: o la scuola è un luogo sicuro molto più di altri e allora perché la priorità sui vaccini oppure non lo è – viene ancora osservato – e bisogna fare eventualmente i vaccini”. L’ultima cosa che si vuole è che la scuola diventi uno dei fronti caldi della protesta e la parola d’ordine è quindi prudenza. Ma chi è al governo è bene che entri nell’ordine delle idee che per far digerire un provvedimento obbligatorio si debba anche fare un minimo di chiarezza, possibilmente dati alla mano.

Alberto Barelli

Articoli recenti

RIDIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, E’ SCONTRO TRA GOVERNO E SINDACATI

RIDIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, E’ SCONTRO TRA GOVERNO E SINDACATI

Non è vero che la matematica non sia un opinione. Ce lo insegna la polemica innescatasi in questi giorni sul piano di ridimensionamento scolastico. E a tremare è anche il principio che 2 più 2 faccia quattro. Non nel senso che non sia vero, ma che può essere...