A scuola anche a luglio La ricetta per l’istruzione

Fonte: La Repubblica – 5 gennaio 2021

Il rinvio della riapertura in presenza delle scuole superiori dal 7 all’11 gennaio è una scelta incomprensibile, figlia delle lacerazioni della maggioranza, non di una strategia razionale. Due giorni in più non fanno alcuna differenza, mentre i continui cambi di direzione del governo e le decisioni in anarchia delle Regioni fanno pensare che il processo sia fuori controllo e che la scuola non sia così importante, di sicuro meno dell’economia, del commercio, dello sci. Che cosa succederà ora? Il breve rinvio può preludere ad altri, più o meno lunghi, in cui gli studenti delle superiori continueranno con la didattica a distanza, mentre i più piccoli andranno in aula a singhiozzo, in base all’andamento dell’epidemia. Per diminuire il rischio, nei mesi scorsi servivano alcune misure di edilizia scolastica, una diversa organizzazione delle classi, docenti subito al loro posto. Ormai, però, è inutile piangere sul latte versato. Ma è giusto tenere le scuole chiuse? Gli studi internazionali sull’impatto della scuola sui contagi non danno risposte univoche. (…) Per ripartire serve che tutte le parti coinvolte (scuole, trasporti, sanità) si impegnino a fare sforzi in più, senza irrigidirsi: più trasporti, più turni, più tracciamenti. Può avere senso, inoltre, differenziare il rientro a scuola sulla base delle condizioni locali dei contagi. Sarà poi importante rimediare ai danni. Il prezzo pagato dagli studenti sta diventando enorme, con perdite in termini di conoscenze, di prospettive di lavoro e di reddito, di qualità della cittadinanza già ora in parte irrecuperabili. La risposta non può che essere una: allungare l’anno scolastico fino a luglio e perfino ad agosto, per recuperare i ritardi. Siamo in un’emergenza mai vista prima. Se crediamo davvero che la scuola sia importante, nulla può essere un tabù, compreso continuare a fare scuola durante l’estate. È una proposta che è stata formulata da alcuni esperti di scuola (si veda l’appello su www.condorcet.altervista.org ) e che sottoscrivo. Pur sapendo che molti docenti hanno fatto miracoli in questo periodo con la Dad, non basta ancora. Chi è rimasto indietro  deve avere nuove chance quando la pandemia ci darà tregua.

Abstract articolo di Andrea Gavosto

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