Il caos è generato dal governo Noi pronti alla mobilitazione

Fonte: ItaliaOggi – 12 gennaio 2021

I lavoratori della scuola, gli studenti e le loro famiglie sono di fronte a un grave disorientamento dovuto al caos istituzionale e organizzativo sulla riapertura delle attività didattiche e come sindacato siamo pronti alla mobilitazione. Come Flc-Cgil abbiamo mandato alcuni messaggi precisi: la situazione nelle scuole è arrivata al limite se non oltre; si faccia chiarezza sui dati dei contagi nelle scuole o si dica che non è possibile farlo; la responsabilità della confusione è in primo luogo del governo che ha adottato norme che consentono alle Regioni di intervenire persino sulla didattica; con le ordinanze regionali abbiamo avuto un primo assaggio dell’autonomia differenziata nella scuola che la Flc-Cgil considera il pericolo più grave per l’unità del nostro Paese e per il nostro sistema di istruzione; non siamo disponibili ad aperture indiscriminate delle scuole senza assolute garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori. L’elenco delle omissioni è lungo: i precari, le classi numerose, la mancanza di presidi sanitari nelle scuole, il trasporto scolastico dedicato soprattutto nelle scuole superiori. Riteniamo necessari il rinvio dell’apertura delle attività didattiche, che deve essere decisa dal governo e che la vaccinazione preveda una priorità per il personale della scuola nell’ambito del «Piano strategico nazionale». Va valorizzata l’autonomia delle istituzioni scolastiche a partire dalla constatazione che vi sono organi collegiali con la presenza anche dei genitori e, nella secondaria di II grado, degli studenti; occorre rivedere i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Riguardo al rinnovo contrattuale le risorse sono ancora insufficienti. Per la scuola parliamo di un aumento degli stipendi pari a 82 euro medi mensili lordi, ben lontano da quell’aumento a «tre cifre» da tempo promesso. È necessario intervenire con ulteriori risorse per la valorizzazione del personale, prevedere forme di defiscalizzazione di incrementi contrattuali e del salario accessori. Ma chiediamo interventi su temi di natura normativa in primis l’equiparazione in termini di diritti tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato. È chiaro che in mancanza di risposte credibili e in tempi rapidi sarà mobilitazione.

Abstract articolo Franco Sinopoli, segretario generale Fic-Cgil

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