Scuole, i governatori: Roma decida le regole, non può aprirle il Tar La richiesta a Speranza

Fonte Corriere della Sera – 20 gennaio 2021

Mentre tornano a casa gli studenti che avevano occupato le scuole si aspettano almeno due pronunciamenti del Tar in Veneto e Liguria sulle ordinanze di prolungamento della sospensione delle lezioni dei governatori. Lo scontro tra governo e Regioni sulla scuola non è finito e il premier Giuseppe Conte non aiuta a fare chiarezza  quando dichiara: «Ci preoccupa la curva epidemiologica ma faremo di tutto, l’obiettivo è la didattica in presenza». I governatori sollecitano invece al ministro della Salute Roberto Speranza di promulgare una regola nazionale con indicazioni su chiusure e riaperture, non essendo soddisfatti del parere del Cts di domenica. Del resto negli ultimi giorni a decidere se si torna o no in classe sono stati i Tribunali amministrativi. È Stefano Bonaccini a farsi portavoce dei governatori: «C’è l’assoluta necessità di un chiarimento anche di natura normativa, che risolva questa situazione di incertezza che va a discapito di studenti, genitori e di chi nella scuola lavora». «Il nostro interlocutore non è il Cts, ma resta il ministro», evidenzia il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha presentato una memoria al Tar contro i due ricorsi dei genitori per tornare in classe. Lui resta molto dubbioso sull’idea di riaprire in anticipo, come del resto il suo collega del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che attacca: «Vogliamo chiarezza, perché in mezzo a una pandemia non si possono fare giochetti squallidi». Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha disposto il rientro a scuola per la prossima settimana: «Se non ci sarà una sentenza del Tar, la Regione ragionerà sui numeri, che credo ci consentiranno nella settimana ventura di riaprire la didattica in presenza almeno al 50% nelle secondarie superiori». Ce l’ha anche lui con il governo: «Non è un tema di trasporti, come dice qualcuno a cui piace fare polemiche su Facebook, è un tema di buonsenso». La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha chiesto fondi per la scuola nel decreto Ristori in preparazione: 250 milioni per corsi di recupero per gli studenti; supporto psicologico e corsie preferenziali per i tamponi per gli studenti e il personale scolastico.

Abstract articolo di Gianna Fregonara

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