Maturità 2021, ok all’esame facilitato con il solo orale e quest’anno non è garantita l’ammissione

Si attendono le decisioni in merito all’esame di Stato 2021 del Ministero dell’Istruzione: secondo le anticipazioni verrà riproposto lo stesso format dell’anno scorso. Niente scritti, solo un maxi orale che si può valutare fino a 40 punti, 60 quelli derivanti dal triennio e commissione solo interna. Esame di Stato 2021, riunione di maggioranza. Il Pd contro la proposta di Azzolina: facciamo almeno uno scritto. Le associazioni degli studenti: meglio la tesina. A giorni l’ordinanza. E’ scontro nella maggioranza anche sulla Maturità 2021. Se è ormai certo che quest’anno non ci sarà la classica prova con i due scritti e l’orale, ma sarà comunque un esame in versione light, semplificato e più corto, i partiti che sostengono il governo Conte non sono d’accordo su come articolarlo. La ministra Lucia Azzolina, che nella legge di bilancio si è fatta dare la delega per poter intervenire con un’ordinanza sull’esame, vorrebbe ripetere l’esempio dell’anno scorso: un esame semplificato con un solo orale di un’ora che contiene anche la parte dello scritto di indirizzo (latino/greco; matematica/fisica). Il Pd invece vorrebbe reintrodurre anche la prima prova, quella di italiano. Per gli altri dettagli invece sembra che la maggioranza, che mercoledì sera ha incontrato la ministra, sia sintonizzata sulle stesse scelte: è certo che le commissioni saranno composte dai professori della stessa classe degli studenti (commissioni interne) con il solo presidente scelto al di fuori della scuola. Anche le prove Invalsi, come l’anno scorso, verranno cancellate dall’esame: non saranno requisito per l’ammissione. E’ invece ancora incerto se una forma di monitoraggio attraverso i quesiti dell’Istituto di valutazione saranno comunque somministrati agli studenti per capire a che punto è la preparazione generale dopo un anno e passa di Dad. Un altro punto fermo è che si potrà bocciare. L’ammissione, infatti, non sarà scontata come si era deciso lo scorso anno: annunciare ora che tutti potranno sostenere l’esame sarebbe come dare un segnale di «liberi tutti» agli studenti, proprio nel momento in cui vanno incoraggiati a studiare. L’esclusione dall’esame, equivalente a una «bocciatura a tavolino», è l’unico vero scoglio dell’ultimo anno: i non ammessi in genere sono circa il 4 per cento, mentre una volta ammessi alla Maturità la promozione è quasi garantita (i bocciati si aggirano attorno allo zero virgola). A favore della tesi del Pd, c’è il tentativo di dare all’esame di quest’anno un maggior spessore rispetto a quello dell’anno scorso, quando si decise di non fare neppure uno scritto perché era impossibile calcolare i rischi di un ritorno a scuola in presenza. Quest’anno, con le nuove regole anti-covid, fare una prova scritta non sarebbe un problema. Ma, come spiegano fonti del partito, non è esente da criticità: intanto non è ancora del tutto chiaro quanto tempo gli studenti riusciranno a passare in classe, e comunque il primo quadrimestre per molti è stato pressoché tutto virtuale. Non solo, cambiare l’esame quest’anno comporta nuove modifiche, ricalcolo dei crediti e dei pesi delle prove. Certamente la proposta della ministra Lucia Azzolina di procedere come lo scorso anno non dispiacerebbe agli studenti che vorrebbero proporre una tesina per l’orale invece di uno scritto. In più avrebbe il pregio di non modificare l’esame di Stato anno per anno: quello fatto lo scorso anno è l’esame che avevano sostenuto in passato i ragazzi nelle zone del terremoto. La ministra oltre alla maggioranza, prima di stendere l’ordinanza, sentirà anche gli studenti e i sindacati in rappresentanza degli insegnanti. Protesta Italia Viva con Gabriele Toccafondi: «Faccio fatica a capirne il metodo, il merito e anche i tempi. Siamo a gennaio, il ministro competente e il Presidente del Consiglio sostengono di essere al lavoro senza sosta per affrontare i problemi della scuola e per riaprirla in tutte le regioni». Non solo, Iv chiede che il ministro non decida con ordinanza, ma coinvolga il Parlamento.

Gia Lupattelli

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