Variante inglese del Covid19: smentito l’allarme per le scuole

Dopo i focolai  di variante inglese rilevati nelle scuole del milanese, di Forlì ed altre province italiane, molte testate giornalistiche si sono espresse su una possibile maggiore trasmissibilità del covid-19 nella variante inglese nella fascia di età 0-9 anni e nei ragazzi della scuola secondaria di primo grado ma l’Istituto Superiore della sanità (Iss) risponde direttamente nelle FAQ del suo sito. “Fino a questo momento – scrive l’Iss – le varianti più preoccupanti non sembrano causare sintomi più gravi in nessuna fascia di età. La malattia si presenta con le stesse caratteristiche e i sintomi sono gli stessi di tutte le altre varianti del virus”. Quello che invece cambia, come specificano gli esperti è l’elevata contagiosità: “In termini di trasmissibilità la variante ‘inglese’ manifesta un aumento per tutte le fasce di età, compresi i bambini”. Tuttavia, ribadisce l’Iss: “Ci sono ancora molti studi in corso, ma al momento non sembra che la variante inglese abbia come target specifico i bambini, non li infetta in maniera particolare rispetto agli altri. Per quanto riguarda le altre varianti i dati non sono ancora sufficienti a formulare ipotesi”.  Riguardo alle scuole di Milano la variante più contagiosa è stata rilevata analizzando quattro test a campione su 59 positivi. Tutti e quattro hanno dato lo stesso risultato e non è escluso che il numero possa crescere ulteriormente dato che attorno alle tre scuole della città gravitano circa 700 alunni, tutti attualmente in quarantena. Per il momento dal comune invitano alla calma: “Suggeriamo di non prestare attenzione a messaggi allarmistici che non provengono da fonti istituzionali”, si legge in una nota firmata dal sindaco Francesco Vassallo e dall’assessore alle politiche educative Ida de Flaviis. Sempre dal comune smentiscono lo scenario di una possibile zona rossa localizzata. Ma la situazione è in continua evoluzione. L’ultimo caso che preoccupa è al liceo classico di Forlì: 31 positivi, verifiche in corso perché probabilmente c’entra la variante inglese. Più in generale, l’Istituto superiore di sanità, su richiesta del Ministero della Salute, sta svolgendo una indagine per capire in quale percentuale, nei numerosi focolai scolastici sparsi in tutta Italia, la positività sia collegabile alla variante inglese. Nella Capitale casi sono stati segnalati casi al Prenestino, in un’elementare di San Lorenzo e in un asilo dei Parioli.

Ilaria Montenegri

fonti: milanotoday.it;  flcigl.it

Articoli recenti

APPRODA ALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE

APPRODA ALLA CAMERA LA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE TECNICA SUPERIORE

Gli Istituti tecnologici superiori (ITS Academy) saranno presto realtà. Chi sarà in possesso del diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale potrà accedere a questo secondo percorso, finalizzato soprattutto all’inserimento nel mondo del lavoro. Al...

Didattica attiva: che cos’è la lezione euristica?

Didattica attiva: che cos’è la lezione euristica?

La lezione euristica è quell’approccio didattico basato sul mettere al centro del processo di apprendimento l’alunno che lavora ad una ricerca, un’indagine, dalla quale possa scaturire una scoperta, spesso estremamente empirica. Ed è tale scoperta, nata da un processo...

CONSIGLI DI ISTITUTO CONTRO LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE

CONSIGLI DI ISTITUTO CONTRO LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE

Non piace la Scuola di Alta Formazione e ora a scendere in campo contro il progetto sono interi collegi di docenti. E’ il caso degli insegnanti dell’Istituto Pesenti di Cascina (PI) – tanto per citare un esempio – che hanno preso carta e penna per fare conoscere...

30 CFU CHI LI DEVE ACQUISIRE?

30 CFU CHI LI DEVE ACQUISIRE?

Docenti precari accedono direttamente al concorso. La legge 76/2022, che contiene le nuove regole del reclutamento degli insegnanti, prevede delle misure ad hoc per i precari con 3 anni di servizio. Al comma 4 dell’articolo 5 della legge appena approvata, si legge...