Scuola e classi in quarantena: le nuove regole

Fonte: Il Giorno – 12 marzo 2021

dal momento che tutte le scuole sono comunque chiuse. In ogni caso da fine febbraio sono cambiate le regole da seguire in caso di persone positive in classe. La prima, grande, differenza è che la classe viene messa in quarantena non solo se un compagno è risultato positivo, ma anche se la positività al Covid è stata riscontrata per un professore o un insegnante, mentre fino a oggi i docenti non erano mai considerati contatti stretti. Ora invece le cose sono cambiate e in ogni ordine e grado si scuola in cui ci sia un insegnante positivo, per tutte le classi in cui ha fatto lezione in presenza scatta la quarantena. Non una novità da poco se si considera che alcuni professori (si pensi ad esempio ad educazione fisica o musica) o maestre (in particolare quelle di sostegno) seguono contemporaneamente molte classi. La seconda differenza riguarda invece il giorno di riferimento per far scattare la quarantena. Basta infatti che il bambini/ragazzo o il professore/maestro abbia frequentato la scuola 14 giorni prima dell’insorgenza dei sintomi o (in caso di assenza di sintomi) tampone positivo che scatta la quarantena per tutta la classe (o le classi coinvolte se si tratta di un insegnante). La quarantena per tutti i contatti stretti (quindi gli alunni e i compagni) ha durata di 14 giorni (in assenza di insorgenza di sintomi anche lievi) con successiva “riammissione della persona in collettività” (scuola ed altre attività) a seguito di tampone negativo, “preferibilmente molecolare, o antigenico rapido”. Gli insegnanti che lavorano anche parzialmente nella classe messa in quarantena effettuano tampone molecolare e proseguono l’attività lavorativa (anche nel periodo di attesa dell’esito del tampone) ad esclusione del verificarsi delle seguenti situazioni: esito positivo del tampone effettuato, identificazione di variante nella classe/i di docenza, insorgenza di casi secondari tra gli insegnanti della stessa classe (cioè se un secondo insegnante risulta positivo tutti gli insegnanti di quella o quelle classi vengono messi in quarantena). Nelle scuola dove il 30% delle classi è coinvolto da almeno un caso di Covid si dovrà valutare tra  la sospensione delle attività in presenza per l’intero plesso scolastico, la quarantena di tutti i soggetti afferenti alla scuola (ossia di tutti i bambini/studenti, compresi quelli delle Classi non interessate da casi) oppure l’effettuazione di uno screening completo mediante tampone dell’intera scuola. Nelle scuole dove il 50% delle classi è coinvolto da almeno un caso di Covid (anche se non variante), oltre all’attivazione delle procedure di quarantena indicate si procede alla sospensione delle attività in presenza per I’intero plesso scolastico e alla quarantena di tutti gli allievi/studenti alla scuola (compresi quelli delle classi non interessate da casi). (…) Il nuovo sistema di tracciamento, quarantena e tamponi condanna quasi inevitabilmente le scuole alla paralisi anche in assenza di provvedimenti di chiusura totale delle scuole come avviene in zona rossa e arancione rinforzata (o anche in zona gialla in presenza di 250 nuovi casi ogni 100mila abitanti). In ultimo segnaliamo il paradosso allenamenti. In Lombardia (zona arancione rinforzata in attesa possa diventare rossa) al momento mentre i bambini sono a casa in dad possono invece andare a fare gli allenamenti (di gruppo ma in forma individuale – non ci deve cioè essere contatto -) ad esempio di calcio (ma anche di altre discipline come pallavolo, rugby…). Alcune società hanno deciso “per senso di responsabilità” di sospendere le attività. Non tutte.

Abstract articolo di Fabio Lombardi

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