Il concorso veloce insegnanti sostegno diventa un’utopia.

Fonte: orizzontescuola.it – 26 marzo 2021

Lo scorso 30 dicembre sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il testo della Legge di Bilancio 2021 (…) La legge di Bilancio 2021, ha previsto anche degli interventi nella scuola e tra questi, sembra essersi dissolto nel nulla, l’emendamento riferito al “Nuovo concorso su posti di sostegno”.

L’ art.1 comma 980 (Legge di Bilancio 2021) 18-decies, prevede quanto segue: “Il Ministero dell’Istruzione è autorizzato a bandire procedure selettive, su base regionale, per l’assunzione in ruolo su posto di sostegno dei docenti in possesso del titolo di specializzazione. Le modalità di espletamento del nuovo concorso sono demandate ad un decreto del Ministro dell’Istruzione. Le graduatorie sono integrate ogni due anni a seguito di nuove analoghe procedure. I candidati già presenti, aggiornano il punteggio sono con la medesima cadenza. Alle graduatorie si attinge ai fini delle assunzioni in ruolo dei docenti di sostegno, nei limiti delle facoltà assunzionali annualmente autorizzate, esclusivamente in caso di esaurimento delle corrispondenti graduatorie utili a legislazione vigente, e solo all’esito delle procedure di scorrimento delle graduatorie concorsuali di altre regioni o province. In sostanza si attinge alle nuove graduatorie sui posti che residuano dopo la cosiddetta Call veloce”. A tutt’oggi il governo non si è espresso a riguardo e la senatrice Luisa Angrisani, attraverso un post su Facebook lamenta la mancata emanazione dei decreti attuativi per l’assunzione dei docenti specializzati, invitando il governo Draghi ad intervenire per accelerare le procedure.

L’emergenza sostegno fonte inesauribile.

La potremmo definire atavica, l’emergenza sostegno; ad inizio anno scolastico 2020/2021, i 20 mila docenti immessi in ruolo non sono bastati a coprire le 80 mila cattedre di sostegno prive di titolari.

In particolare per il sostegno i docenti neo immessi in ruolo sono stati 1. 657 a fronte dei 21.453 posti vacanti.

La soluzione della trasformazione degli organici di fatto in quelli di diritto, sembra un’utopia, basta pensare che la rimodulazione degli organici di diritto sul sostegno è bloccata al 2006, inoltre i posti messi a disposizione per le immissioni in ruolo, così come quelli delle Università per conseguire il titolo di specializzazione sul sostegno, risultano sempre irrisori rispetto al reale fabbisogno. E nel frattempo gli anni scolastici trascorrono e si continua a ledere il diritto alla continuità degli alunni con disabilità, alimentando la supplenze, reclutando con le assegnazioni provvisorie i docenti di ruolo senza il titolo di specializzazione, impedendo così ai docenti precari specializzati di poter seguire l’alunno che gli era stato affidato l’anno precedente nell’istituzione scolastica in cui aveva prestato servizio. Allo stesso modo le numerose cattedre vacanti vengono occupate da docenti non specializzati, molti dei quali non sono interessati a perseguire l’insegnamento sul sostegno, per cui gli alunni con disabilità l’anno scolastico successivo si troveranno inevitabilmente senza docente di sostegno. Appare così semplicemente indicativo il piano pluriennale delle immissioni in ruolo previsto dalla Legge Bilancio 2021: Incremento degli organici di sostegno nella misura di:

5.000 posti per l’anno 2021/22

11.000 posti per l’anno 2022/23

9.000 posti per l’anno 2023/24

Le assunzioni in più sul sostegno rischieranno di essere ancora una volta insufficienti a coprire le innumerevoli cattedre prive di titolari e indubbiamente non riusciranno ad assolvere ai bisogni di tutti gli alunni con disabilità presenti nelle scuole, soprattutto se si continuerà ad eludere la realtà dei fatti e si ritarderà a mettere in atto quello che la normativa di riferimento prevede.

Abstract articolo di Linda Tramontano

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