Recovery Plan trasmesso in Parlamento: niente semplificazione delle prove concorsuali

Approvato dal governo e trasmesso in Parlamento nella tarda serata del 24 aprile il Recovery Plan:  novità sul reclutamento docenti, modificato l’intero paragrafo rispetto alla versione precedente .Si parla di un  sistema di reclutamento che richiede una revisione finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con docenti di ruolo ma nulla viene citato in merito a una semplificazione delle prove concorsuali. In precedenza, il testo del Pnrr riportava testualmente: “si opererà una semplificazione delle attuali procedure di concorso pubblico strutturando la procedura nel modo seguente: sulla base della valutazione dei titoli culturali e di servizio e dello svolgimento di una prova computer based si forma una graduatoria per coprire tutti i posti vacanti e disponibili”. Parte completamente tagliata.

La sottosegretaria all’Istruzione, Barbara Floridia: “Con oltre 30 miliardi di risorse previste, la missione Istruzione e Ricerca rappresenta un capitolo fondamentale del Piano di Ripresa varato dal consiglio dei Ministri. È il momento di imprimere una rivoluzione, graduale ma costante, al sistema scolastico italiano, il lavoro non è che all’inizio. Tra i protagonisti di questo percorso un ruolo di spicco lo avrà ovviamente la classe docente italiana, una tra le migliori al mondo. Su questo fronte, per ciò che attiene il reclutamento, il testo di finale che verrà sottoposto al Parlamento non contiene alcuna sanatoria”. E ancora: “Nel testo non vi è presente alcun riferimento potenzialmente lesivo del principio meritocratico, che deve sovrintendere tutta l’azione di governo tanto più in un settore come quello dell’istruzione. Ringrazio chi nel governo ha condiviso con me questo principio cardine su cui di fonda l’intera azione politica del Movimento 5 Stelle”. er i vincitori immessi nelle cattedre si avvia, quindi, un anno di formazione on the job e prova finale, il cui superamento determina l’immissione in ruolo a tempo indeterminato. La prova conclusiva è di tipo idoneativo affinché l’insegnante venga confermato nel posto in cui è stato immesso dovendo permanerci per almeno un triennio.

Il processo normativo sarà avviato nel 2021 e concluso nel 2022.

Complessivamente, la missione Istruzione e ricerca assorbirà 31,9 miliardi (il 17% delle risorse totali), mentre all’inclusione e alla coesione andranno 19,1 miliardi.

Ilaria Montenegri

Fonte orizzontescuola.it

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