DaD anche l’anno prossimo se gli alunni saranno malati a lungo

Fonte: orizzontescuola.it – 31 maggio 2021

Abstract articolo di Redazione

Continuare a praticare la DaD anche il prossimo anno scolastico? Certo che sì. E non solo per fronteggiare una eventuale nuova pandemia, quindi per ridurre i rischi del contagio così come è avvenuto sempre quest’anno per le scuole superiori. Lo aveva ribadito qualche giorno fa il ministro dell’Istruzione: “l’anno prossimo, certo sarà possibile per alcuni casi” come quelli dei ragazzi in malattia ma anche per usare comunque gli “strumenti di questa natura”, ha detto Patrizio Bianchi.

Ora la disposizione si concretizza a livello normativo, almeno nel primo caso: nel decreto Sostegni Bis approvato dal CdM e pubblicato in Gazzetta ufficiale qualche giorno, nella lettera d) del comma 1 dell’articolo l’articolo 58 viene fornita proprio questa possibilità.

Il testo nel decreto

Tra le “misure urgenti per la scuola” che il decreto introduce, pur sempre “nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, anche in deroga alle disposizioni vigenti”, vengono introdotte – si legge nel testo approvato dal governo. – delle “misure volte” anche “a tenere conto delle necessità degli studenti con patologie gravi o immunodepressi, in possesso di certificati rilasciati dalle competenti autorità sanitarie, nonché dal medico di assistenza primaria che ha in carico il paziente, tali da consentire loro di poter seguire la programmazione scolastica avvalendosi anche eventualmente della didattica a distanza”.

Questo significa che le scuole dovranno continuare a garantire la didattica a distanza in tutti i casi di patologie certificate di un certo rilievo. (…)

L’alternativa alla DaD

Un’alternativa alla DaD potrebbe essere quella di prevedere in collegamento diretto tra il docente in aula, mentre fa lezione, con l’alunno a casa, attraverso una videocamera collegata via internet, quindi in real time: l’allievo, quindi, assisterebbe alla lezione, pur con le limitazioni di apprendimento che ne derivano, senza avvalersi di indicazioni esclusive per lui.

Chi decide lo strumento?

A stabilire quale tipologia di offerta a distanza si dovrà attuare – lo strumento tecnologico – , comunque sarà il singolo insegnante.

Una scelta che dovrà tenere conto della disciplina e delle specifiche necessità didattiche, sempre comunque dopo le decisioni di massima che prenderanno gli organi collegiali di ogni istituto scolastico.

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