Obbligo vaccinale solo per i docenti: prima richiamo disciplinare, quindi trasferimento, infine sospensione.

Fonte: Orizzontescuola.it – 29 luglio 2021
Abstract articolo di Redazione

La decisione sull’obbligo vaccinale e sul Green Pass per la scuola è solo rinviata anche se il premier Mario Draghi avrebbe voluto una soluzione già in questa settimana. Dopo l’incontro con Matteo Salvini, arriva la decisione di rinviare tutto di alcuni giorni.

Obbligo vaccinale

Il braccio di ferro sulla giustizia che vede protagonista la Lega e il Movimento 5 stelle ha rimandato di qualche giorno la partita sull’obbligo vaccinale per il personale della scuola, che parrebbe ormai scontato.
Scontata, invece, non è la modalità di tale obbligo, perché come per la giustizia anche per la scuola ci sono visioni diverse.
Se da un lato Draghi con il Partito Democratico non ha dubbi sulla necessità di imporre al personale della scuola l’obbligo vaccinale, non ne sono convinti Lega e Movimento 5 stelle (forse non tutto compatto).
Così si pensa ad un obbligo a “strati”, come una sorta di gamification in cui il personale dovrà affrontare diversi livelli.

I livelli progressivi

Come riferito nelle scorse ore, la strada dell’obbligo vaccinale, duro e puro, perde quota, mentre avanza quello di un meccanismo progressivo. Cioè, come accaduto al personale sanitario, si chiederà al personale docente di vaccinarsi, ma immaginando un meccanismo sanzionatorio a più livelli:

  • prima il richiamo;
  • poi trasferimento;
  • infine sospensione.

A questo, si aggiungerebbe un altro distinguo: l’imposizione potrebbe valere solo per gli insegnanti, a strettissimo contatto con gli studenti, e non per il resto del personale scolastico.
Resta il nodo dei dati in mano al Governo sul personale scolastico vaccinato, che dovrebbero fare da ago della bilancia e la cui veridicità è stata ormai da più lati messa in dubbio.


Distinzione territoriale

Si spingerà per un’ulteriore distinzione, probabilmente territoriale: in base ai dati della struttura commissariale Sicilia, Sardegna, Calabria e Liguria sono indietro, le altre, invece, potrebbero arrivare oltre il 90%. Dunque l’idea sarebbe quella di valutare una soglia a livello regionale o provinciale per imporre l’obbligo. Il problema, non di poco conto, è che ciò potrebbe essere etichettato come anticostituzionale, scatenando non poche polemiche.

La posizione dei sindacati

I sindacati rimangono scettici, nella maggioranza di quelli rappresentativi: parlare di obbligo per una categoria che ha dimostrato senso di responsabilità ricorrendo alla vaccinazione non appena “chiamata alle armi”, significa “criminalizzarla”. Così, ad esempio, Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.


A ciò si aggiunge che sindacati come FLCGIL, ANIEF, GILDA pongono l’attenzione su altre questioni non certo di secondo piano, come il fatto che dopo quasi due anni di pandemia, ben due governi non hanno affrontato e risolto temi cruciali quali le classi pollaio e i trasporti. Veri e propri colli di bottiglia di quell’assembramento, nemico contro cui il mondo lotta dall’inizio della pandemia. Basta evidenziare, come ha fatto la CISL, la riduzione consistente dei fondi rivolti all’organico aggiuntivo COVID.
Sciolto il nodo giustizia, il giorno deputato al decreto che si occuperà della scuola e dell’obbligo vaccinale parrebbe essere il 5 agosto.

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