SOSTEGNO: PROPOSTA L’ISTITUZIONE DI UNA SPECIFICA CLASSE DI CONCORSO

Istituire una specifica classe di concorso per il sostegno, introducendo la divisione delle carriere.

È la proposta avanzata dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) nei giorni scorsi al Governo e che sta facendo discutere il mondo della scuola.

Per l’organizzazione tale soluzione permetterebbe di superare i problemi sempre più gravi che rendono la situazione del supporto ai ragazzi con difficoltà di apprendimento sempre più inaccettabile.

Ma la proposta, che sembra piacere al ministro dell’istruzione e del merito, registra pareri contrari, che in questi ultimi giorni continuano a essere espressi da più parti.

Il merito dell’iniziativa della FISH è comunque quello di aver aperto il dibattito sulla questione, sulla quale sembra che qualcosa cominci a muoversi.

L’istituzione di una specifica classe di concorso permetterebbe di impedire al docente specializzato e abilitato all’insegnamento di chiedere il trasferimento su posto disciplinare, motivo per il quale molti posti restano scoperti.

Con la divisione delle carriere, viene spiegato, il problema verrebbe comunque meno.

Non tutti però concordano con una tale valutazione.

“C’è anche una generale crisi vocazionale a scegliere la professione docente.

Questo spiega la proposta della FISH sulle cattedre di sostegno, – sottolinea Raffaele Iosa, già dirigente tecnico ed esperto di inclusione scolastica – ma non la condivido perché otterrebbe l’effetti peggiori dei tanti guai di oggi.

Fin dagli anni ’70 il cosiddetto “sostegno” dovrebbe essere un compito diffuso di tutti i docenti della classe. Con le cattedre speciali invece si confermerebbe e aumenterebbe la separazione e la delega, già oggi purtroppo presente su chi insegna ad un alunno con disabilità e gli altri docenti curricolari”.

Più in generale la critica alla proposta si basa sul presupposto che l’attività di sostegno non possa essere prerogativa di un solo docente, dovendo coinvolgere l’intero corpo insegnante.

Inoltre viene fatto presente che anche il docente di sostegno può trasferirsi l’anno successivo in un’altra scuola, non essendo garantita la continuità didattica.

Il Governo sembra deciso a introdurre novità entro i prossimi mesi.

Vedremo se tra i provvedimenti ci saranno anche le proposte avanzate dall’associazione.

Alberto Barelli

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