UNO PSICOLOGO IN OGNI SCUOLA: PROPOSTA SEMPRE PIU’ ATTUALE

Si torna a parlare dell’introduzione dello psicologo a scuola. Una proposta che circola da tempo ma che sta tornando attuale, anche a causa dei tragici fatti di cronaca avvenuti in classe nelle ultime settimane. Episodi che stanno suscitando interrogativi, dei quali si è fatto interprete l’insegnante-docente Enrico Galliano (il suo intervento è stato ripreso da Latecnicadellascuola.it )

Il suo è un vero e proprio sfogo: “Forse qualcuno lo dovrebbe dire, che abbiamo in classe ragazzi che stanno male. Forse sarebbe ora di metterlo nero su bianco, che ne abbiamo che si tagliano, che smettono di mangiare, che smettono di uscire dalle proprie stanze. Li guardi lì a due banchi di distanza, e ti sembrano lontani chilometri. Come dietro un vetro, non li riesci nemmeno a sfiorare. Forse qualcuno lo dovrebbe dire che noi, da soli, non possiamo farcela. Per quanto empatici sensibili motivati, per cose come queste servono specialisti che siano sempre lì”.

Galliano lancia quindi una provocazione: “Forse è il caso di dirlo, che se vivi in un paese che reputa superflua la spesa dello psicologo in ogni scuola ma non quella di aerei da guerra e armi, allora vuol dire che a quel paese non importa molto dei propri e delle proprie giovani. Forse è il momento di scriverlo forte, che questi ragazzi non fanno finta, e non fanno le vittime, e i loro non sono i-problemi-che-abbiamo-avuto-tutti. Avere 15 anni oggi non è neanche lontanamente paragonabile ad avere avuto 15 anni nel 1993. Forse occorre far loro capire che noi ci siamo davvero, coi fatti, e non solo a parole. Forse è ora, perché forse è mai più”.

I POSSIBILI AMBITI DI INTERVENTO

Gli ambiti di intervento dello psicologo potrebbero essere molteplici: dal supporto individuale ai ragazzi in difficoltà a quello di gruppo, rivolto quindi all’intera classe per affrontare i temi dell’integrazione, della prevenzione al bullismo, e per affrontare le condotte adolescenziali a rischio.

L’intervento dello psicologo può essere rivolto anche al corpo docente, prevedendo percorsi formativi sulla didattica inclusiva, sui disturbi dello sviluppo, sul sostegno ai ragazzi BES.

Infine l’attività di supporto deve prevedere anche il coinvolgimento dei genitori, per aiutarli a gestire i casi di disturbi dello sviluppo e di situazioni di disagio.

I FATTORI DI DISAGIO

Una breve panoramica permette di rendersi conto della gravità dei problemi che colpiscono i ragazzi in età scolare. L’anoressia-bulimia colpisce circa 200mila ragazze, rappresentando la prima causa di morte nelle adolescenti tra i 12 e i 25 anni, mentre è altrettanto forte l’incidenza degli atti di autolesionismo. Altro fattore di rischio è il consumo di alcol.

In attesa che si muova qualcosa gli insegnanti possono contare su percorsi di formazione, come master o corsi di perfezionamento per la didattica integrativa o per la gestione dei casi BES o DSA, strumenti sempre più importanti per fare fronte a situazioni sempre più ricorrenti.

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