INSEGNARE ALL’ESTERO: DOMANDE ENTRO IL 2 MAGGIO

Scade il 2 maggio il termine per la presentazione delle domande per insegnare nelle scuole italiane all’estero.

Il bando per la copertura delle cattedre per i prossimi sei anni è stato pubblicato a fine marzo in Gazzetta Ufficiale.

LA SELEZIONE PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE

Una volta vagliate le domande si procederà con le selezioni, in base alle quali verranno formulate le nuove graduatorie per le varie classi di concorso.

REQUISITI DI AMMISSIONE

Questi i requisiti richiesti: almeno quattro anni di servizio effettivo di ruolo nella specifica classe di concorso per la quale è prevista la selezione; possesso di una certificazione linguistica di livello B2 o superiore; attestato di frequenza di un corso di formazione nel settore dell’intercultura.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda deve essere presentata attraverso uno specifico portale, procedendo con la presentazione dell’autocertificazione relativa ai vari titoli conseguiti. Successivamente verranno pubblicate le graduatorie con il punteggio assegnato in base ai titoli.

PROVE SELETTIVE

Contestualmente alla pubblicazione della prima graduatoria contenente i titoli, saranno indicate le date in cui si svolgeranno i colloqui.

La prova selettiva è prevista successivamente. Per il superamento deve essere conseguito il punteggio minimo di 36 sessantesimi. Questo punteggio si aggiungerà al conteggio dei titoli culturali professionali di servizio, formando il punteggio totale con cui il docente si inserirà nella graduatoria.

INDENNITA’ DI TRASFERTA

Oltre allo stipendio italiano, l’insegnamento all’estero da diritto a una indennità di servizio, che è calcolata in base a specifici coefficienti e al grado di disagio della sede estera: questa, può corrispondere ad una somma mensile che può andare dai 2.500-2800 euro fino a un massimo di 4.000 euro.

E’ inoltre previsto il contributo spese per l’abitazione, per l’affitto dell’abitazione durante tutto il periodo di servizio. A questo, si aggiungono le indennità previste per il coniuge e per i figli a carico: per questi, si prendono attorno a un migliaio di euro ciascuno. Più un contributo da intendere come indennità di prima sistemazione e un ulteriore contributo come indennità di rientro, che va dai 5.500 ai 6.000 euro.

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