PSICOLOGO A SCUOLA, FORSE E’ LA VOLTA BUONA

Che sia la volta buona per l’introduzione dello psicologo a scuola? Sembra proprio di sì, viste le reazioni all’ultimo grave caso di aggressione a docenti. Questa volta si è trattato infatti di un vero e proprio accoltellamento, portato a termine da uno studente di 16 anni di un istituto di Abbiategrasso ai danni di un’insegnante, tuttora ricoverata in ospedale.

Un episodio limite, sia chiaro, ma che va a sommarsi alla trentina di episodi di aggressioni in classe. Ormai tutti concordano che si tratti di un sintomo di un disagio più generale, con il quale la scuola e l’intera comunità deve fare i conti fino in fondo. E l’ipotesi di introdurre il supporto di uno psicologo per gli studenti sta trovando sostenitori anche ai vertici del Miur.

CONTRASTARE IL DISAGIO

A scendere in campo è lo stesso ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, per il quale la priorità è risolvere il problema del disagio psicologico degli adolescenti, ricreando nelle scuole un clima di serenità. A questo fine il ministro ha appunto annunciato la volontà di introdurre forme di aiuto psicologico per gli studenti che manifestano particolare disagio.

“Non vedo una diffusione di episodi simili a quelli di cui leggiamo nelle cronache dagli Stati Uniti. – spiega il ministro – C’è però nelle scuole un duplice problema: quello di un aumento del disagio psicologico degli adolescenti e quello dell’aumento degli episodi di bullismo, anche contro i professori”. Su questo fronte piovono le critiche per la mancata conferma da parte del Governo del finanziamento del “sostegno psicologico”, che era stato introdotto durante l’emergenza sanitaria. Per Valditara l’idea per il futuro è quella di implementare un supporto psicologico, strutturandolo sul territorio quale servizio a disposizione delle scuole quando ne abbiano necessità.

LO STATO SI COSTITUISCE PARTE CIVILE

Il Ministro ha ribadito che lo Stato si costituirà parte civile in giudizio contro chi aggredisce un insegnante per “danno di immagine”. Un provvedimento pensato in particolare per i casi di gravi aggressioni perpetrate da genitori nei confronti degli insegnanti. Il provvedimento, annunciato mesi fa, è caratterizzato ancora da aspetti da chiarire, soprattutto rispetto all’iter da seguire da parte degli istituti. Ma anche su questo fronte il ministero è deciso ad andare avanti.

Alberto Barelli

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