ISTITUTI SENZA DIRIGENTI: AL SUD E’ EMERGENZA

Centinaia di istituti secondari senza dirigente scolastico. Una realtà che soprattutto nel Sud del paese raggiunge dimensioni preoccupanti. Il caso limite è quello della Campania, per la quale gli istituti affidati in reggenza al dirigente di un’altra scuola sono la bellezza di 124.

“Proprio nel mese di agosto, – si legge nella segnalazione raccolta nel sito di Orizzonte Scuola – in preparazione del prossimo anno scolastico, si stanno attuando tutte quelle misure che servono a delineare la struttura organizzativa della scuola italiana e che riguardano tutto il personale scolastico, compresi i Dirigenti, per i quali si tratta di gestire pensionamenti, movimenti regionali e interregionali, nuove immissioni in ruolo, reggenze. E allora viene fuori che in Campania, a fronte dell’immissione dell’ultima coda di graduatoria del 2011, per i Dirigenti scolastici ci sono ZERO posti per i trasferimenti interregionali e ZERO posti per le nuove immissioni da graduatoria 2017”.

GLI EFFETTI DEL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO

Il problema è che il nuovo Dimensionamento scolastico è stato definito introducendo un drastico taglio del numero degli istituti a partire dal 2024/2025, ma già da questo 23/24 non sono stati assegnati i posti scoperti, per evitare di avere in carico dirigenti destinati a perdere la sede assegnata.

Il dito viene puntato quindi contro i tagli: “Una scuola ha bisogno di professionalità educative e gestionali, ha bisogno di classi con pochi alunni, ha bisogno di tessere rapporti con il territorio, con la cultura e l’economia del territorio. – viene spiegato – Un altro effetto di questo meccanismo di tagli sarà la creazione di “mostri” scolastici con 1200/1500 alunni, frutto di accorpamenti forzati su territori vasti e disomogenei. Perché, se il dato da raggiungere è un numero, la media aritmetica di 900 alunni per istituto su territorio regionale, gli accorpamenti non potranno tener conto delle caratteristiche del territorio o delle necessità didattiche e chi ne pagherà le spese sarà il livello di attenzione alla formazione dei cittadini campani. E in questo meccanismo di tagli, non saranno solo i Dirigenti a diminuire, ma anche il personale scolastico, le segreterie innanzitutto e i collaboratori scolastici. Scuole da 1000 alunni divisi in innumerevoli plessi dispersi nel territorio avranno una sola segreteria e il numero di assistenti amministrativi e di collaboratori scolastici deriverà, anche quello, da un semplice calcolo aritmetico”.

I CASI PIU’ NUMEROSI SONO NELLE AREE DISAGIATE DEL SUD

A rendere grave il fatto di non poter contare su un dirigente a disponibilità piena è che non tutte le scuole gestite in reggenza sono “sottodimensionate”. Così tanti dirigenti si ritrovano a gestire “a distanza” anche migliaia di studenti, dovendo fare fronte a mille incombenze didattiche e burocratiche. Questo succede per di più nelle aree più difficili. Per esempio delle 24 scuole di Avellino molte resteranno certamente senza Dirigente, come pure nel Beneventano e Caserta. A Napoli il problema riguarda le isole ma anche i Comuni con profondo disagio economico e sociale. Nella sola Salerno sono ben 38 scuole in reggenza.

Come viene evidenziato “una scuola a cui manca una governance, può sopravvivere ma certamente non progredire. Parliamo di gestione della didattica, della organizzazione funzionale e amministrativa; parliamo di sicurezza, di privacy, di inclusione, di progetto e visione”.

La conseguenza peggiore è la crescita del divario tra Sud e Nord. Non si può pensare di far progredire un territorio senza prevedere una misura che coinvolga l’istruzione. Viene pertanto proposta una programmazione speciale “per realizzare condizioni consone al raggiungimento degli standard europei”.

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