L’89% degli studenti è pronto a iscriversi alle università digitali

I risultati emersi dal rapporto “Le università digitali come fattore di riduzione delle disuguaglianze” elaborato dalla Fondazione Luigi Einaudi

Sono 11 gli atenei digitali riconosciuti e il numero degli studenti iscritti è passato dai poco più di 40mila nel 2012 agli oltre 160mila del 2021, dunque è più che quadruplicato.

La pandemia, poi, ha reso questi atenei più appetibili ai futuri iscritti alle università.

È quanto emerge dal rapporto “Le università digitali come fattore di riduzione delle disuguaglianze” elaborato dalla Fondazione Luigi Einaudi e presentato in Senato.

Dati e percentuali

Da una rilevazione elaborata da Euromedia Research e presentata, emerge che il 27,5% dei giovani intervistati, nella fascia di età 17-24 anni, ritiene che le università digitali rappresentino «il simbolo del cambiamento radicale che ha investito la nostra società in modo particolare dopo il Covid» e che «il “remoto” diventerà la normalità».

In generale, il 50% dei ragazzi intervistati preferirebbe studiare vicino a casa senza lasciare la famiglia e, di conseguenza, l’89% si iscriverebbe ad un’università digitale qualora erogasse il corso di laurea preferito non presente nella propria città o zona di residenza.

Università più sostenibili

Le università digitali sono ritenute più sostenibili rispetto alle università tradizionali (48% contro il 17%), considerata l’assenza di costi aggiuntivi quali quelli, ad esempio, per abbonamenti ai mezzi pubblici, vitto e alloggio.

«Il mondo cambia, importanti università pubbliche e private si attrezzano per raggiungere i propri studenti a distanza. Nell’era dello smart working, la domanda crescente sta affinando e qualificando l’offerta delle università digitali, oggi più che mai intese come fattore di riduzione delle diseguaglianze territoriali e sociali», ha detto al convegno in Senato Andrea Cangini, segretario generale della Fondazione.

«Grande occasione»

Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha evidenziato che «l’insegnamento a distanza è una grande occasione che si offre ai nostri giovani e a tutti coloro che voglio migliorare la loro conoscenza e acquisire un titolo di studio.

Abbiamo già vissuto nel recente passato, durante il Covid, quanto siano importanti gli strumenti digitali».

Il senatore Roberto Marti ha messo a disposizione la commissione Cultura del Senato, che presiede, per «approfondire il tema della crescita delle università digitali in Italia come strumento di riduzione delle disuguaglianze».

«Le università digitali costituiscano una novità importante che va coltivata e sostenuta», anche per il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano.

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