Il 28 settembre 2026 il Ministero dell’Istruzione ha inviato a tutti i dirigenti scolastici d’Italia una nota molto dettagliata (la n. 224621) che riprende e specifica le regole sull’organizzazione dei tempi di studio, la gestione dei compiti a casa e la programmazione delle verifiche. È un documento politico e pedagogico di grande rilievo, che cerca di mettere un freno a pratiche didattiche distorte che negli ultimi anni hanno trasformato la vita di molti studenti e delle loro famiglie in un incubo d’ansia.
Le regole d’oro da introdurre nei Regolamenti d’Istituto
Il Ministero chiede esplicitamente ai presidi e ai Collegi dei Docenti di modificare i Regolamenti d’Istituto e il Patto di Corresponsabilità, fissando criteri precisi e vincolanti per tutti i professori:
• Blocco orario del registro: Impostare il software del registro elettronico in modo da bloccare l’inserimento di compiti e comunicazioni dopo il termine delle lezioni della giornata.
• Calendario trasparente delle prove: Le verifiche scritte devono essere prenotate sull’agenda digitale di classe con almeno una settimana di anticipo. Se un professore ha già segnato il compito di storia per il mercoledì, nessun altro docente può sovrapporre una seconda prova scritta nello stesso giorno.
• Niente compiti punitivi durante i ponti e le vacanze: Stop all’assegnazione di moli gigantesche di studio durante le pause festive, pensate per permettere ai ragazzi di ricaricare le batterie.
L’esempio di un Liceo che ha scelto il rispetto dei ritmi di vita
Ci sono scuole che hanno già recepito queste indicazioni con coraggio. Un Liceo Classico lombardo ha approvato a maggioranza nel Collegio Docenti una norma interna esemplare: ‘È vietato svolgere interrogazioni programmate o verifiche scritte nel primo giorno di rientro da un ponte festivo o dalle vacanze di Natale e Pasqua’. Inoltre, per il lunedì mattina non possono essere assegnati compiti che richiedano più di due ore stimate di studio complessivo durante il weekend. I risultati dopo un anno di sperimentazione? Gli studenti lavorano meglio, le assenze strategiche nel giorno del compito sono crollate del 40% e il clima in classe è diventato molto più disteso e collaborativo. La severità non coincide con la tortura psicologica: si può essere rigorosi e formativi rispettando profondamente i ritmi di vita e la salute mentale dei ragazzi.
Sara Appolloni




