PNRR Scuola a quota 12 miliardi: aule digitali stupende, ma la tecnologia da sola non basta

A fine agosto 2026 si è chiusa una finestra decisiva per i finanziamenti europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il Ministero ha confermato di aver raggiunto tutti i traguardi fissati con Bruxelles per l’istruzione, mettendo a terra una cifra da capogiro: oltre 12 miliardi di euro tra risorse PNRR, fondi strutturali ed edili.

Il consuntivo del 31 agosto 2026: target europei centrati

I numeri sono imponenti: 11.724 cantieri scolastici autorizzati per mettere in sicurezza gli edifici, creare mense e palestre; 156.000 aule trasformate in spazi di apprendimento innovativi (‘Next Generation Classrooms’); più di 4.000 laboratori ipertecnologici negli istituti tecnici e quasi un milione di docenti e lavoratori ATA coinvolti in corsi di formazione sul digitale.

Entrare in una classe ‘4.0’: l’esempio del Liceo ‘Volta’

Ma come si traduce tutto questo nella realtà quotidiana di noi studenti? Entrare oggi in un’aula trasformata grazie al Piano Scuola 4.0 fa un certo effetto. Al Liceo ‘Volta’ di Milano, per esempio, le vecchie cattedre e i banchi singoli in fila indiana sono spariti. Al loro posto ci sono tavoli modulari che si incastrano per lavorare in gruppo, pareti fonoassorbenti su cui si può scrivere con i pennarelli,
un maxi-schermo interattivo da 86 pollici e un carrello con tablet e visori di realtà virtuale.
Durante la lezione di storia, invece di ascoltare tre ore di spiegazione passiva, i ragazzi indossano i visori per esplorare la ricostruzione 3D dell’antica Roma o lavorano in piccoli team per produrre un podcast sul Novecento analizzando fonti d’archivio digitalizzate.

La sfida più grande: non trasformare i tablet in soprammobili costosi

Ora però parte la ‘fase 2’, che è anche la più rischiosa. Comprare schermi e tablet con i soldi dell’Europa è relativamente facile; la vera scommessa è cambiare la testa e il modo di fare lezione. Se un professore usa lo schermo touch screen da 5.000 euro esattamente come usava la vecchia lavagna in ardesia scura, abbiamo sprecato una montagna di soldi. Servono docenti motivati, formati continuamente e orientati a una didattica partecipativa, oltre a un piano di manutenzione costante per evitare che tra due anni metà dei dispositivi finisca rotto negli stanzini della scuola.

Sara Appolloni

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