Settembre 2026 ha portato a Napoli qualcosa di unico. In occasione delle regate preliminari dell’America’s Cup, la competizione velica più antica e famosa al mondo, il Ministero dell’Istruzione e quello dello Sport hanno trasformato la Villa Comunale in un villaggio educativo chiamato ‘Next Gen 27’. Oltre 5.000 studenti da tutta Italia sono arrivati a Napoli non per fare una semplice gita, ma per partecipare a laboratori di tecnologia, fisica e ambiente.
Oltre i banchi di scuola: il programma ‘Next Gen 27’ nella Villa Comunale
Vedere da vicino gli scafi ipertecnologici degli AC75, barche che letteralmente ‘volano’ sull’acqua a oltre 90 km/h, fa capire quanto le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) siano vive e affascinanti. Non si tratta di formule astratte lette su un libro di testo noioso, ma di ingegneria pura che si fonde con la forza del vento e del mare.
L’Ocean Tech Exchange e gli studenti che parlano al mondo
Il momento più intenso è stato il summit che ha riunito 28 ragazzi provenienti da 7 Paesi diversi (dall’Italia alla Nuova Zelanda, dagli Stati Uniti alla Svizzera). Insieme hanno scritto una Dichiarazione Congiunta sulla salvaguardia degli oceani e sull’uso etico delle nuove tecnologie.
Da quell’incontro è nato un progetto che durerà per tutto l’anno scolastico 2026/2027: l’Ocean Tech Exchange. Si tratta di una rete di gemellaggi digitali tra scuole secondarie e Istituti Nautici italiani ed esteri. Invece delle solite lezioni teoriche, gli studenti lavoreranno insieme in lingua inglese (con la metodologia CLIL) su progetti reali: dal monitoraggio delle microplastiche nel Mediterraneo attraverso sonde intelligenti, allo studio della dinamica dei fluidi fino al riciclo dei materiali compositi in fibra di carbonio.
Imparare facendo: l’esempio dell’Istituto Nautico ‘Duca degli Abruzzi’
Un esempio bellissimo viene dai ragazzi delle quarte dell’Istituto Nautico di Napoli. Durante le settimane dell’evento, hanno collaborato con i tecnici dei team velici per progettare una boa marina autonoma equipaggiata con scheda Arduino. La boa misura la temperatura, il pH e la salinità dell’acqua e trasmette i dati via satellite a una scuola partner in Nuova Zelanda. Ecco cos’è la scuola
che ci piace: una scuola che esce dalle aule, dialoga con le grandi sfide del mondo reale e fa sentire i giovani protagonisti del cambiamento.
Sara Appolloni




