I PREFETTI A SCUOLA: IL FALLIMENTO DELLA PROGRAMMAZIONE

Morale della favola, per gestire il rientro a scuola scenderanno in campo i prefetti. Questa, alla fine, è la soluzione alla quale si è arrivati dopo mesi di litigi e scontri vari, che hanno visto protagonisti Governo, Regioni, presidi, insegnanti fino a… oggi. Contrasti per i quali evidentemente non si è riusciti a venire a capo e il punto che ci sembra da evidenziare è proprio questo: il ricorso ai prefetti è il simbolo del fallimento di una politica di programmazione, che, seppure questione difficile, sarebbe stato doveroso raggiungere. Aggiungiamo: si sarebbe trattato della dimostrazione di un impegno delle istituzioni in primo luogo verso i ragazzi e le famiglie, per far sentire che i loro bisogni stanno a cuore a chi governa il paese. L’aspetto da sottolineare è invece che nessuna voce si sia alzata per esprimere perplessità in merito a tale prospettiva. Non rispetto alla figura del prefetto, ci mancherebbe, ma appunto sul fatto che, nonostante la gravità della situazione che si trovano a vivere milioni di studenti e insegnanti, partiti e istituzioni non siano stati in grado di imporsi di raggiungere a un piano condiviso. Di fatto non si è arrivati a mettere a punto un progetto per il rientro a scuola, sia relativamente ai trasporti, che alla gestione del monitoraggio sanitario, tanto per citare soltanto due delle questioni ancora nel tappeto. Non ci pare bello nemmeno il valzer di ipotesi di date per la riapertura delle scuole che continua ad arricchirsi di nuove ipotesi. Prima il Governo puntava al rientro a gennaio, poi si è raggiunto un accordo per la riapertura delle scuole dopo l’Epifania, e oggi ecco che rispunta l’ipotesi di fare tornare sui banchi gli studenti per una decina di giorni prima di Natale. L’idea sarebbe motivata dall’esigenza di dare un segnale di incoraggiamento ai ragazzi. Motivazione lodevole, senz’altro. Ma ha senso stare a discuterne a poche settimane dal Natale? Crediamo proprio che ormai non ci sia il tempo per organizzare il tutto. Anche questo ultimo risvolto rischia così soltanto di trasformarsi in una ennesima dimostrazione di improvvisazione. Ci permettiamo di avanzare una proposta a chi ci governa ma anche a chi si trova ai vertici di tutte le istituzioni coinvolte. Mettetevi attorno a un tavolo, fatevi chiudere dentro a chiave come avvenne per un famoso conclave, fino a che non sia raggiunta un’intesa sui nodi principali. E fate il regalo di Natale al paese, dimostrando di essere in grado di gestire la situazione senza dover ricorre ai prefetti, che, detto per inciso, forse hanno altro di cui occuparsi.

Alberto Barelli

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