Scuola fino al 31 giugno, ok solo per la primaria.

La scorsa settimana il ministro Patrizio Bianchi ha interpellato i venti assessori all’istruzione delle Regioni Italiane : l’idea iniziale era quella di un allungamento del calendario scolastico al 30 giugno per le scuole di ogni ordine e grado ma nel dialogo è emerso necessario invece  lasciare la data del 16 giugno stabilita per l’avvio della prima prova come avvio degli orali ed è ormai appurato che sarà così e anche le scuole medie sosterranno l’esame a metà giugno. Alla luce di ciò è ora al centro della discussione il concetto di “far recuperare la socialità ai più piccoli”, necessità più volte sottolineata dal ministro Bianchi, con la proposta di tenere aperte le scuole primarie per tutto il mese di giugno. Ma dopo appena pochi giorni pare che la maggior parte delle voci  siano tutte contrarie all’idea: appare su una delle maggiori testate on line dedicate alla scuola una forte critica al concetto di Bianchi di “recuperare il tempo perso”:  non si è misurato in nessun modo questo “ritardo educativo” ; “L’impatto che la pandemia ha avuto sul tempo di apprendimento degli alunni in tutto il mondo è senza dubbio reale e misurabile. Tuttavia, la proposta di recuperare il ritardo con giornate scolastiche più lunghe e vacanze scolastiche più brevi potrebbe non essere priva di problemi sia per gli alunni che per gli insegnanti. i bambini sperimenteranno, senza ombra di dubbi, stanchezza mentale e mancanza di attenzione, portando a una ridotta capacità di conservare tutte le informazioni che vengono presentate. Gli insegnanti inoltre stanno vivendo il più alto livello di stress correlato al lavoro in Italia, con il carico di lavoro citato come la principale causa di problemi di ritenzione nella professione di insegnante. Abbreviare le vacanze estive con l’aspettativa che gli insegnanti accettino un carico di lavoro più pesante e l’aumento del rischio per i loro livelli di stress  può essere contro-producente per aumentare il tempo dedicato agli apprendimento degli alunni.  Non serve solo l’aggiunta di ore extra di studio, devono essere prese in considerazione le esigenze più ampie dei bambini.
È necessario pensare all’ extra non solo per l’apprendimento, ma per i bambini, per il loro stare insieme, per il loro giocare, per il loro impegno nello sport competitivo, per la musica, per il teatro perché queste sono aree critiche che sono state perse nel loro sviluppo”. Già lo scorso anno si era parlato di riaprire le scuole primarie per il mese di giugno, di dare ai genitori un po’ di respiro organizzando attività per i bambini — ma non vere e proprie lezioni ma attività ludiche e di recupero insieme — che permettano appunto anche di ristabilire «un po’ di socialità». Si tratta per ora di un’ipotesi non discussa ufficialmente ma della quale si parlerà nelle prossime settimane e che potrebbe essere lasciata ai presidi nell’ambito della loro autonomia.

Ilaria Montenegri

Fonti flcgil.it; orizzontescuola.it;

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