SCUOLA, UN TRANQUILLO WEEK END DI CAOS

Morale della favola, Lucia Azzolina, ex ministro dell’istruzione, ha colpito ancora. Questa la cruda verità alla quale si è pervenuti cercando di dipanare le ragioni dello sconquasso che ha rovinato il fine settimana a insegnanti, docenti, presidi, burocrati, dirigenti del Ministero dell’istruzione sottosegretari e Ministro Bianchi.  Cosa accaduto è presto detto. Sabato, quindi già per se stesso giorno in cui non ci aspetterebbero provvedimenti e comunicazioni ministeriali, eccoti che ti piomba una nota del dirigente Max Bruschi, capo dipartimento al tempo dell’Azzolina ma nella cui carica non è ancora stato ufficialmente sostituito dal nuovo responsabile, in cui  comunicava che il nuovo Dpcm contemplerebbe la “possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”. Apriti cielo. I genitori hanno tempestato di richieste i dirigenti scolastici. I dirigenti scolastici, presi alla sprovvista, sono corsi a chiedere lumi ai provveditorati. Questi ultimi hanno tirato giù dal letto i dirigenti ministeriali. Nel frattempo è partito il tam tam di protesta dei presidi, allarmati dalla prospettiva di dover tenere aperta la scuola per accogliere gli studenti in presenza. Quando la frittata era ormai fatta, eccoti arrivare la secca smentita del neo capo dipartimento Stefano Versari, che è risultato all’oscuro di tutto. A quanto è emerso si è trattato di una personale iniziativa dell’ex dirigente Bruschi. Ma ancora più perplessità ha suscitato scoprire che a dar fuoco alla miccia è stata appunto l’ex ministra Azzolina. A spingere Bruschi a emanare l’anomala nota è stato un post dell’ex ministro, in cui lamentava che il nuovo Dpcm non contemplava la possibilità di accogliere gli studenti in difficoltà a scuola. E così Bruschi ha pensato bene di emanare la sua personale nota senza informare nessuno, finendo per scatenare il putiferio che sappiamo. Tre considerazioni: primo, speriamo che Azzolina, in considerazione dell’eredità non brillante che ha lasciato, si metta in testa di godersi il più o meno meritato riposo: seconda: che lo faccia anche l’altro ex; terza: in un paese dove tutti non vanno d’accordo con tutti e dove già il nuovo governo ha dimostrato le prime discrepanze di intenti proprio sulla scuola, che Dio ci scampi anche dagli ex.

Alberto Barelli

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