INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA PER I GIOVANI CITTADINI DEL MONDO.

Siamo la società più giovane che il pianeta abbia mai avuto (si riferisce infatti che l’età media sia al di sotto dei 25 anni). Nonostante questo le nostre comunità stanno invecchiando.

Perché?

Con l’approvazione della “Giornata internazionale della gioventù”, a partire dal 17 dicembre 1999. L’intento dell’Assemblea generale ONU era ed è quello di promuovere ed incentivare i giovani ad una maggiore e più profonda coscienza della situazione attuale, non solo locale ma del mondo intero.

Dieci sono le aree di interesse oggetto del Programma d’azione mondiale; tra queste spicca anche l’Istruzione.

L’ ONU si rivolge prevalentemente alla fascia d’età 15-24 anni, il 6% circa della popolazione mondiale.

“Abbiamo bisogno di una revisione dall’alto verso il basso in modo che i nostri programmi e le nostre politiche funzionino con e per i giovani.”, ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite.

Quale il ruolo della Scuola?

Sarebbe utile i docenti si impegnassero, nelle loro classi e coi propri alunni, in un processo di sensibilizzazione, finalizzato alla costruzione di un mondo migliore, collaborando coi giovani a rispondere ai loro stessi bisogni.

Un progetto che tratti, ad esempio, temi rilevanti quali il rapporto “giovani e futuro”, “cittadini e mondo” risulta più importante che mai per poter definire il cittadino giovane e giovanissimo dei prossimi decenni.

Un eccellente percorso che lega l’io, il giovane, il cittadino e il suo ruolo e il suo destino nel mondo. Un percorso trasversale tra infanzia, primaria fino alla secondaria di primo grado.

L’ONU sta già collaborando con e per i giovani nello sviluppo dello SWAP. Per garantire che il contributo dei giovani abbia un’importante ed evidente ricaduta, la rete inter-agenzia per lo sviluppo giovanile periodicamente avvia consultazioni online con le organizzazioni alla cui guida sono specialmente i giovani e le altre parti interessate.

Dott.ssa Chiara Pasqui

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