LEZIONI DIMEZZATE PER MANCANZA DI INSEGNANTI: L’IMPERATORE BIANCHI E’ NUDO

La scuola è nuda. Spoglia di insegnanti. Da Nord a Sud l’orario delle lezioni è talmente pieno di buchi da sembra una groviera. E così non si contano i casi di lezioni soppresse e studenti che tornano a casa prima del previsto, perché le cattedre sono vuote.

LA PROFEZIA SI E’ AVVERATA

La profezia si è dunque avverata ma, sia chiaro, non c’era bisogno di essere scienziati per una previsione per la quale bastava fare due conti. Soprattutto è stato sconfessato l’ottimismo del ministro dell’istruzione Bianchi, che, evidentemente, non aveva fondamento.

La carenza degli insegnanti è un male antico ma a fare arrabbiare è il fatto che, anche in considerazione dell’emergenza sanitaria, qualche soluzione in più si poteva trovare. Il pericolo di quanto sarebbe successo era stato denunciato al momento dell’indizione del concorso in piena emergenza sanitaria.

Si è così assistito a una drastica riduzione della partecipazione. Problemi a non finire hanno contraddistinto la formulazione delle graduatorie. Errori a parte, tanti vincitori del concorso sono rimasti esclusi per problemi legati alla tempistica. Niente di concreto infine è stato realizzato per garantire la copertura dei posti degli insegnanti di sostegno.

EMERGENZA SOSTEGNO

Il capitolo veramente preoccupante è appunto quello del sostegno ai ragazzi con situazioni problematiche. La carenza di insegnanti in questo caso ha conseguenze ancora più pesanti. In un quadro già messo male, fa arrabbiare che a peggiorare le cose siano scelte discutibili.

E’ il caso del taglio al monte ore per gli operatori impiegati per l’assistenza ai disabili nelle scuole della capitale.

Ora il servizio è appaltato alle cooperative e l’impiego degli operatori viene regolato in base ai fondi a disposizione. La sorpresa emersa all’apertura dell’anno scolastico è che le ore risultano ridotte sensibilmente, al punto che per alcuni municipi siamo di fronte alla scomparsa del servizio. Sul fronte del sostegno sono ancora da assegnare migliaia di posti soprattutto in Lombardia, dove al momento si contano in totale circa quattromila cattedre vuote. Regioni come la Campania e la Sicilia non registrano situazioni migliori: mancano all’appello due insegnanti su cinque.

A fare arrabbiare, lo ripetiamo, è il fatto che si poteva fare di più. Per esempio il concorso per le materie scientifiche passerà alla storia per la complessità della procedura e per le bocciature da record. La conclusione è che di seimila abilitazioni se ne otterranno al massimo duemila.

Se si continua così la copertura delle cattedre è destinata a rimanere una realtà immaginaria, come quella della fiaba I vestiti dell’imperatore.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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