“Sono anni pesantissimi, c’è una difficoltà umana e organizzativa. Non siamo fuori dalla tempesta”

“Sono anni pesantissimi, c’è una difficoltà umana e organizzativa. Non siamo fuori dalla tempesta”: parola del ministro dell’istruzione Bianchi. E se dopo tanti proclami positivi, piomba a ciel sereno questa dichiarazione non proprio tranquillizzante, significa che la situazione è seria.

Tanti sono i segnali che ci portano a una conclusione: la scuola rischia di trovarsi a vivere una crisi di nervi.

Intanto in questi giorni insegnati e famiglie stanno valutando le nuove direttive anti Covid. La notizia buona è che, fermo restando le norme più restrittive in fatto di Green pass, non è previsto il licenziamento.

NUOVE DISPOSIZIONI GREEN PASS

La novità è che l’obbligo della tersa dose di vaccino è estesa anche al personale della scuola. Dal 15 dicembre quindi tutti dovranno ottemperare a questa disposizione. In pratica non si potrà fare ricorso al tampone: senza vaccinazione non si entrerà a scuola.

La conseguenza per chi non ha la vaccinazione? Non il licenziamento, come anticipato, ma la sospensione dello stipendio.

OCCUPAZIONI E PROTESTE

A rendere il clima caldo è l’estensione delle occupazioni degli istituti e il crescere delle proteste degli insegnanti

Gli istituti occupati sono ormai una ventina. La novità è l’intervento di Mario Rusconi, presidente dell’associazione nazionale presidi di Roma. “Con l’avvicinarsi delle vacanze natalizie – ha dichiara to Rusconi – ecco riproporsi, soprattutto a Roma, il rito stanco delle occupazioni scolastiche, che non hanno mai risolto nulla se non far perdere inutilmente giornate di scuola a quella stramaggioranza di studenti a cui non interessa proprio questo tipo di contestazione”.

Una vecchia questione, quella delle occupazioni e le polemiche che puntualmente ne seguono. Questa volta il rischio è che tale questioni rappresenti la goccia che fa traboccare il vaso, considerati i tanti problemi che si ritrovano ad affrontare i dirigenti scolastici e tutti i soggetti della scuola.

Lo sfogo del ministro è il segnale che la situazione sta sfuggendo di mano. Lo avevamo scritto più volte: troppo ottimismo appariva fuori luogo. Un capitolo su cui sono puntati gli occhi è quello del concorso, per il quale è stata annunciato il via entro l’anno.

Riusciranno i nostri eroi?

Forse dietro le parole del ministro c’è la consapevolezza che si tratta di un’impresa tutt’altro che facile da realizzare. Vedremo nei prossimi giorni se si tratterà di una questione risolto o di un ulteriore elemento destabilizzante.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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