SCUOLA: NUOVO ANNO VECCHI VIZI

Alla faccia delle rassicurazioni del ministro Bianchi, si inizia a parlare di slittamento del rientro in classe. Il Covid sta infatti dilagando, anche se, evidentemente, tutti se ne sono accorti, meno che il ministro.

E intanto insegnanti e dirigenti scolastici sono alle prese con l’interpretazione del decreto relativo all’obbligo vaccinale, scritto in un modo che più contorto non si potrebbe. Come volevasi dimostrare, anche per la scuola il nuovo anno inizia così all’insegna dei vecchi vizi: incertezza, provvedimenti presi all’ultimo minuto, indicazioni confuse e contraddittorie.

SLITTAMENTO RIENTRO A SCUOLA

Già prima delle festività i sindacati avevano chiesto che fosse posticipata la riapertura delle scuole, quale misura per arginare la pandemia. La variante Omicron sta infatti colpendo in particolare i giovanissimi, gran parte dei quali non ancora vaccinati.

Decidere con anticipo lo slittamento del rientro in classe avrebbe significato dare la possibilità anche ai genitori di organizzarsi al meglio con la didattica a distanza. Invece da questo orecchio il ministro Bianchi ha continuato a non voler sentire, ostentando sicurezza circa il rientro a scuola nei tempi previsti.

A pochi giorni dalla data stabilita nel calendario l’emergenza sanitaria sta imponendo almeno una settimana di vacanza in più. Una decisione dettata dal buonsenso ma, ovviamente, ancora una volta il provvedimento vedrà, ancora una volta il Governo prendere una decisione all’ultimo minuto e all’insegna dell’emergenza, alla quale ormai il paese è rassegnato.

DECRETO OBBLIGO VACCINALE DA AZZECCACARBUGLI

Mentre i dirigenti scolastici aspettano notizie sulla data di rientro in classe, la questione su cui si stanno scervellando un po’ tutti è costituita dalla decriptazione della normativa del decreto con le disposizioni in materia di obbligo vaccinale.

Come evidenzia orizzontescuola.it si tratta di un provvedimento degno del migliore, anzi peggiore Azzeccacarbugli.

“Il caso della vicenda sull’obbligo vaccinale nella scuola trae origine da un decreto legge scritto in modo tutt’altro che chiaro – si legge – ed il ministero è stato chiamato, alla luce di, si immagina, una quantità di quesiti notevoli, a porre una toppa. Ma questa toppa non sembra essere riuscita proprio bene come testimoniano le note che si son susseguite nel tempo”.

In base alla normativa dovrebbe ritenersi escluso dall’obbligo vaccinale il personale scolastico il cui rapporto di lavoro risulti sospeso (per esempio è il caso di collocamento fuori ruolo, aspettativa o congedo per maternità o parentale).

Il problema è che il comma 2 dell’articolo 2 del Decreto 172 stabilisce che la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative dei soggetti obbligati.

“Chi ha scritto la norma – viene evidenziato – ha lasciato, però, un vuoto normativo rilevante che ha scatenato dunque interpretazioni, che vanno dal pare al quasi essere certi”.

Inutile tediarvi con ulteriori tentativi di districare la questione. Ci fermiamo qui. Avremmo volentieri voluto iniziare l’anno potendo descrivere un ben più lieta realtà ma anche in tempi di pandemia evidentemente inutile sperare in un paese normale.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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