PROPOSTE DI DISTRAZIONE DI MASSA

Questo è un invito a non prendere in considerazione l’ultimo incredibile tema di dibattito sulla scuola: l’ipotesi di apertura estiva.

Lo scriviamo nero su bianco: se non vogliamo farci prendere in giro, ignoriamo la cosa. Si, ci pare incredibile, perché consideriamo assurdo che, di fronte alla paralisi di iniziative rispetto ai problemi veri sul tappeto (tracciamento, classi pollaio, copertura cattedre), si abbia il coraggio invece di ritirare fuori una proposta fumosa, che già lo scorso anno è rimasta sulla carta perché impraticabile.

Vogliamo ricordare che, pur a fronte di un intero anno perso a causa della prima ondata di Covid, non si provò nemmeno a prolungare le lezioni di un solo mese estivo.

L’esigenza di recuperare le tante lezioni perse era molto più forte di oggi ma ci si dovette arrendere ai mille problemi oggettivi. Pensiamo solo all’enorme monte di ore di lavoro in più e alla impossibilità di reperire gli insegnanti per coprire le cattedre.

Lo stesso vale per il personale tecnico e amministrativo. Aggiungiamo la questione dei trasporti: è già un miracolo se viene garantito un minimo di corse nei periodi ordinari, figuriamoci se le aziende potrebbero reperire il personale per ulteriori due mesi. La proposta già al suo esordio aveva riscontrato la contrarietà di sindacati e personale di ogni settore.

Come andò a finire lo sappiamo. Tutto è rimasto, come era prevedibile, lettera morta.

Lo scorso anno si trattò comunque di una delle tante ipotesi pensate per fronteggiare una situazione di assoluta novità. Insomma, data l’emergenza, ci può stare che se ne sia discusso, fermo restando che era chiaro che si trattava di una soluzione impraticabile.

Visto come era andata a finire, che si abbia il coraggio di ritirare fuori la proposta ci pare una presa in giro. Come si dice, sbagliare una volta si può ma perseverare è diabolico. Il problema è che viene il sospetto che il giochino sia sempre il solito: distogliere l’attenzione dai problemi che non si è in grado di risolvere. E magari cercare di evitare di parlare del caos del rientro a scuola, definito magistralmente (il manifesto del 12 gennaio) “Scuola in assenza”.

Direttore Dott. Alberto Barelli

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