SUI DATI DELLE CLASSI IN DAD SI GIOCA ALLA TOMBOLA

95% di studenti in presenza? Troppa grazia Sant’Antonio! Possiamo ben dirlo perché all’eclatante dato fornito dal ministro Bianchi non ci crede praticamente nessuno.

E come una valanga che cresce piano piano, continua a montare di giorno in giorno l’ondata di prese di posizioni critiche di presidi, insegnanti e sindacati.

A chi tutti i giorni è alle prese con problemi di ogni tipo, a partire da un’ondata di contagi da paura, un tale tono trionfalistico proprio non piace e crediamo che chi si sta dimostrando scettico abbia ragione da vendere.

A Gianluca Dradi, responsabile dei dirigenti scolastici per la Flc Cgil Emilia Romagna, spetta il podio per la risposta più sagace:

“Come nella storia dei polli di Trilussa, io e diversi colleghi siamo evidentemente tra quelli che mangiano due polli, nel caso di specie avariati, mentre altri nessuno; solo così i conti tornano. Nella mia scuola, per esempio, ho circa il 40% di classi che si trovano in didattica digitale integrata parziale o totale, che è esattamente il doppio del dato nazionale”.

Duro anche Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi. Le stime raccolte dall’associazioni sono ben diverse secondo Giannelli, che arriva a chiedere “da ora in avanti con cadenza settimanale tutte le statistiche necessarie ad avere contezza del quadro generale”.

Per Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, “finalmente Bianchi, dopo mesi di richieste da parte nostra lasciate inevase, ha fornito alcuni dati che, però, si limitano alle percentuali e danno un’idea riduttiva del reale disagio che le scuole stanno vivendo”

Che si sbaglino tutti, oppure è il ministero a sminuire la situazione dei contagi?

“Per quanto riguarda i numeri che realmente vengono trasmessi al Ministero, noi abbiamo parlato con le direzioni Regionali. – si legge nel comunicato della la segretaria generale dello Snals Confsal – I numeri che le scuole devono trasmettere al Ministero, le direzioni regionali, non hanno contezza delle proprie regioni. Stiamo giocando al gioco della tombola?”.

Pare di sì e possiamo dire di sapere anche chi vince: non certo la scuola.

Direttore Dott. Alberto Barelli

Articoli recenti

Lo Ius Scholae diventa una proposta di Legge

Lo Ius Scholae diventa una proposta di Legge

Si sta discutendo in queste ore di una nuova legge che potrebbe cambiare la vita a più di un milioni di ragazzi: lo Ius Scholae. Questa legge permetterebbe il riconoscimento della cittadinanza italiana a un percorso scolastico per i minori che non ce l’hanno dalla...

Didattica emozionale

Didattica emozionale

Serenità, interesse, noia, accettazione, apprensione, distrazione Tutti i nostri bambini dai più piccoli ai più grandi hanno un estremo bisogno di conoscere e riconoscere le loro emozioni: cosa provo? di comprenderle: perché provo questo? ed imparare ad esprimerle in...

Religione Cattolica o attività alternativa?

Religione Cattolica o attività alternativa?

La scelta fino al 30 giugno Al momento dell’iscrizione ogni genitore ha la possibilità di scegliere se avvalersi oppure no dell’insegnamento della Religione Cattolica. La scelta è valida per l’intero ciclo di scuola, fermo restando il diritto per i genitori di poterla...

IL FLOP DELLE SCUOLE APERTE D’ESTATE

IL FLOP DELLE SCUOLE APERTE D’ESTATE

Dal Ministero dell’istruzione un sostanzioso contributo contro la siccità: il piano dell’apertura delle scuole d’estate fa infatti acqua da tutte le parti. Ma in verità il problema è serio e c’è poco da scherzare. Veniamo allora al triste quadro che, per la buona pace...