Contratto Scuola 2025-2027: buoni pasto, settimana corta e la dignità del lavoro tra i banchi

Nelle stanze dell’ARAN, l’agenzia governativa che negozia i contratti di lavoro del settore pubblico, si sta giocando una partita fondamentale per il futuro della scuola italiana: il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL 2025-2027) per la parte normativa e l’organizzazione del lavoro. I sindacati di categoria, con in testa l’Anief, hanno presentato una lista di richieste molto concrete che toccano la vita quotidiana di centinaia di migliaia di lavoratori.

Le battaglie per il personale ATA e i buonis pasto per chi fa i rientri

Tra i temi caldi c’è il riconoscimento professionale dei DSGA (i Direttori dei Servizi Generali e amministrativi che guidano le segreterie), per i quali si chiede l’inquadramento nell’area delle Elevate Qualificazioni con stipendi adeguati alle enormi responsabilità legali ed economiche che si assumono quotidianamente.

Ma la proposta che sta facendo più discutere (e che riguarda da vicino anche la qualità del servizio per noi studenti) è quella sui buoni pasto (ticket restaurant). Sembra assurdo, ma oggi se un assistente tecnico o un collaboratore scolastico lavora otto ore di fila dalle 8:00 alle 16:00 per garantire l’apertura dei laboratori pomeridiani o per i corsi di recupero, non ha diritto ad alcun buono pasto! Mentre i dipendenti dei Ministeri o dei Comuni ricevono il ticket giornaliero, chi lavora nella scuola viene discriminato. Il sindacato chiede di estendere il buono pasto a tutto il personale ATA e docente che supera le 6 ore di servizio continuativo.

La settimana corta su 5 giorni e la conciliazione dei tempi

Un altro punto cardine delle proposte sindacali riguarda la regolamentazione contrattuale della ‘settimana corta’ (orario scolastico concentrato dal lunedì al venerdì). Sempre più scuole adottano questo modello per ridurre i consumi energetici negli edifici durante il sabato e per permettere alle famiglie e agli studenti di avere due giorni consecutivi di riposo. Introdurre regole chiare nel contratto consentirebbe di gestire gli orari di docenti e ATA in modo più equo e prevedibile. Il lavoro nella scuola è cambiato profondamente: dare dignità, welfare e stipendi giusti a chi ci lavora è il primo passo per avere una scuola pubblica di serie A.

Sara Appolloni

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