Attività extra-scolastiche e sport: il faticoso equilibrio degli studenti italiani

Per tantissimi ragazzi italiani, la giornata non finisce certo all’uscita da scuola all’una o alle due del pomeriggio. Tra sessioni di allenamento sul campo da calcio, vasche in piscina, conservatorio o corsi di lingua, il pomeriggio si trasforma spesso in una seconda maratona. Riuscire a conciliare il carico di studio di un liceo con la pratica agonistica di uno sport resta una delle sfide più faticose per gli adolescenti e le loro famiglie.

Lo “studente atleta”: una tutela che stenta a decollare

Da qualche anno esiste la sperimentazione ministeriale per gli “studenti atleti di alto livello”, nata per consentire ai ragazzi che praticano sport ad alto agonismo di usufruire di interrogazioni programmate e di un piano formativo personalizzato. Se per gli atleti azzurri o di interesse nazionale le tutele iniziano a funzionare, per la stragrande maggioranza dei ragazzi che praticano sport dilettantistico a buoni livelli la situazione resta complicata. Spesso la comprensione dei professori è lasciata alla buona volontà del singolo docente, senza una cornice di regole chiare.

Lo sport non è un “distrattore”, ma un alleato dello studio

In un’impostazione didattica ancora troppo incentrata sul nozionismo, l’attività fisica viene talvolta vista da alcuni insegnanti come una distrazione inutile dallo studio quotidiano, quasi una colpa da punire alla prima incertezza alla lavagna. Si tratta di un errore pedagogico clamoroso. Lo sport insegna la disciplina, la gestione della sconfitta, lo spirito di squadra, il rispetto delle regole e soprattutto la gestione dell’ansia sotto pressione: tutte qualità che si riflettono in modo estremamente positivo sulle prestazioni scolastiche e sulla maturazione personale.

Costruire un alleanza tra scuola e associazioni sportive

Per superare questa storica frattura serve un cambio di passo culturale. La scuola deve smettere di considerarsi l’unica proprietaria del tempo dei ragazzi e imparare a dialogare con le società sportive del territorio. Pianificare i carichi di lavoro evitando di accavallare verifiche scritte e gare importanti, valorizzare il percorso sportivo nei crediti scolastici e promuovere le strutture sportive scolastiche negli orari pomeridiani sono passaggi chiave per garantire ai nostri giovani un benessere psicofisico completo.

Sara Appolloni

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